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XXXII Domenica del Tempo Ordinario – 8 Novembre 2015

RdC_05Una povera vedova offre al Tempio solo “due spiccioli”, una moneta modesta. Eppure quella piccola moneta agli occhi di Dio è ben più preziosa delle ricche e ostentate offerte dei benpensanti. Una lezione di grandezza e di umiltà per tutti noi. Oggi si celebra la 65ma Giornata del Ringraziamento*.

 

 

 

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/xxxii-domenica-del-tempo-ordinario-b/

Prima Lettura:

Un pane non è gran cosa: ma è molto quando ad esso è legata la propria sopravvivenza. È quello che ha fatto la vedova di Sarèpta con Elìa.

dal Primo Libro dei Re (17,10-16) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P8K.HTM

Seconda Lettura:

Gli antichi sacerdoti immolavano più volte degli animali. Cristo invece ha immolato se stesso una volta per sempre. Grazie al suo sacrificio il peccato è perdonato e la riconciliazione è realizzata.

dalla Lettera agli Ebrei (9,24-28) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PZL.HTM

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli.

Vangelo:

Stupendo il gesto della povera vedova: pur versando al tesoro del Tempio due spiccioli, vi mette tutta la sua vita. Una Fede non solo da ammirare, ma da imitare. La vedova povera è un segno e una promessa per l’avvenire: i poveri, ai quali Gesù è mandato e ai quali ha inviato i discepoli e la Chiesa con le consegne della povertà. Questi saranno il terreno buono perché il Vangelo dia generosi frutti.

dal Vangelo secondo Marco (12,38-44) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PUS.HTM

Conosciamo i Testimoni luminosi:

Jeanne Emilie De Villeneuve: nacque a Tolosa, il 9 marzo 1811. Dopo la prematura morte della madre e poi della sorella, si abbandonò tra le braccia della Madre di Dio affidando a lei tutte le sue gioie, le sue scelte, le sue solitudini. Dopo aver preso i voti, fondò l’8 dicembre del 1836 la congregazione delle Suore dell’Immacolata Concezione di Castres, soprannominate le Suore Blu a causa dell’abito da loro indossato (http://www.ciccastres-it.net/). Agli orfani, ai poveri, ai malati, ai carcerati, atei e prostitute, volle dimostrare che Dio li conosce e li ama; che il Creatore ha reso degno di onore l’essere umano a modello di Gesù Salvatore; che elemosine e carità non bastano se il nostro cuore è chiuso alla comprensione e alla tolleranza. Suor Emilie morì il 2 ottobre 1854 di colèra. Nel giugno 2009 fu beatificata da Papa Benedetto XVI e canonizzata da Papa Francesco il 17 maggio 2015. Festa il 3 ottobre. Cristina Santacroce

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Cari amici,

anche oggi la Chiesa, attraverso la Prima Lettura ed il Vangelo che ci propone, richiama la nostra attenzione sui poveri e, soprattutto!…, sulla loro capacità di superarsi (e superarci…) fidandosi di Dio!… L’immagine che si forma davanti ai miei occhi è quella di un bambino piccolo che si affida alle braccia dei genitori riponendo in loro la sua completa fiducia, al punto di addormentarglisi in braccio: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli.” (Matteo 18,3). Un bambino non fa calcoli: si fida e basta.

Nel 1977 i miei genitori mi mandarono a scuola all’Istituto tecnico Industriale “San Filippo Neri”, Opera don Orione, in Roma. Ho sempre pensato che lì, in qualche modo che non saprei dirvi…, ho iniziato il mio cammino spirituale “adulto”…. Don Orione (http://it.cathopedia.org/wiki/San_Luigi_Orione) – che fu beatificato proprio in quegli anni (nel 1980) da Papa Giovanni Paolo II risaltando ancor più ai miei occhi – quando raccomandava la Fede, diceva: “Ci vuole più Fede, più Fede, ma di quella…, di quella del Cottolengo, che aveva più Fede di tutta Torino!”.

San Giuseppe Benedetto Cottolengo (http://it.cathopedia.org/wiki/San_Giuseppe_Benedetto_Cottolengo) è chiamato il “Santo della Divina Provvidenza” (1786-1842). Sorprende il fatto che egli non chiede mai la Provvidenza . Non fa mai pregare per ottenere qualcosa da Essa. La preghiera è rivolta alla Provvidenza e, proprio per questo, la preghiera non chiede provvidenze particolari: essa non chiede le “grazie di Dio”, ma chiede la “Grazia di Dio”.

San Giuseppe Benedetto Cottolengo non ha il minimo dubbio che la Provvidenza intervenga. Tutt’al più i suoi dubbi e timori sono su eventuali peccati che impediscano il suo intervento.

La sua fiducia nella Provvidenza ha qualcosa della pazzia, quasi della “sfida”: se ci sono grossi debiti costruisce nuove case, ingrandisce il paese della Provvidenza: “se Dio risponde con la sua Provvidenza alla confidenza ordinaria, a chi straordinariamente confida, straordinariamente provvede”.

Da buon manovale della Provvidenza fa la contabilità del passato, ma mai quella del futuro: “La Provvidenza ci manda il denaro perché lo spendiamo, non perché lo teniamo inerte: se si trattasse di conservarlo, lo farebbe essa stessa meglio di noi”.

(estratti dall’articolo di don Flavio Peloso, “Santi, sante e carismi della Divina Provvidenza” pubblicato sulla rivista “Vita Consacrata”, 2000 n.3, p.280-282)

Franco

* http://www.chiesacattolica.it/documenti/2015/10/00017925_messaggio_per_la_65_giornata_nazionale_de.html