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XXVIII Domenica del Tempo Ordinario – 11 Ottobre 2015

151011 XXVIII Domenica del Tempo OrdinarioC’è una ricchezza che noi possediamo: è la ricchezza della nostra vita personale. Davvero siamo tutti ricchi in questo senso. Tuttavia questo dono diventa ancora più prezioso nella misura in cui diventa dono per gli altri. Gesù ci invita ad entrare nella logica del dono e della condivisione.

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/xxviii-domenica-del-tempo-ordinario-b/

Prima Lettura:

L’antico sapiente della Bibbia ha chiesto a Dio intelligenza e prudenza, per non desiderare ricchezza e potenza, ma beni spirituali che sono la ricchezza più autentica e necessaria.

dal Libro della Sapienza (7,7-11) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PKR.HTM

Seconda Lettura:

La Parola di Dio è di un’efficacia infallibile quando le apriamo le vie del cuore con una coraggiosa risposta d’amore.

dalla Lettera agli Ebrei (4,12-13) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PZG.HTM

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli.

Vangelo:

Un ricco vorrebbe seguire Gesù, ma non ha il coraggio di accettare la radicalità della sequela.

dal Vangelo secondo Marco (10,17-30) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PUQ.HTM

“Capaci di svegliare il mondo”:

15 ottobre, Santa Teresa d’Avila – Santa Teresa di Gesù nacque ad Ávila (Vecchia Castiglia, Spagna) il 28 marzo 1515 e morì il 15 ottobre 1582 ad Alba de Tormes. Fu donna di eccezionali talenti di mente e di cuore ed entrò a vent’anni nel Carmelo di Avila, dove concepì e attuò la riforma che coinvolse il corrispettivo Ordine maschile. Fedele alla Chiesa e vera maestra di spirito, contribuì al rinnovamento dell’intera comunità ecclesiale. Paolo VI la proclamò Dottore della Chiesa (27 settembre 1970 – https://w2.vatican.va/content/paul-vi/it/homilies/1970/documents/hf_p-vi_hom_19700927.html ), prima donna a ricevere questo riconoscimento.   Luigi Giovannini, ssp

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Cari amici,

l’elogio della Sapienza che la Prima Lettura ci offre e l’accento che San Paolo pone sulla capacità della Parola di Dio di penetrare ogni cuore nella Seconda Lettura, introducono a quello che leggiamo nel Vangelo. La Parola di Dio è tagliente e va dritta al cuore del problema, come il bisturi preciso di un chirurgo va sulla parte malata; la Sapienza è ciò che manca al “giovane ricco” che, messo davanti all’ultimo problema, tocca con mano la limitatezza della sua Fede: le sue ricchezze sono un ostacolo che gli impedisce di guardare oltre…, sono come la siepe ne L’Infinito di Leopardi…: “Sempre caro mi fu quest’ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.”.

Diverse volte nella mia coscienza ho sentito che quel “giovane ricco” ero anch’io…: per quanto non posso dire di esser ricco, non mi manca comunque nulla. Non so che cos’è la fame, né il bisogno di cose necessarie; rispetto più o meno, per come mi è stato concesso di capirli, i Comandamenti di Dio, ma sarei pronto a metterli in pratica in modo così deciso come chiede Gesù?… Forse in qualche misura…, certamente dal mio “superfluo”…: sono accecato dalle “certezze” che mi dà avere qualche soldo da parte “per ogni evenienza”!… Ma non è questo che Gesù mi chiede. Gesù mi chiede di abbracciare la Fede pienamente, di abbracciare la sua “illogicità”, di lasciarmi andare come un bambino nelle braccia del papà!… e San Paolo me lo ricorda in un brano che fu letto durante la celebrazione del mio Matrimonio: “Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.”.

Io quindi sono quel “giovane ricco”!… Questa considerazione mi spaventa!… Anche se lo stesso brano di Vangelo lascia aperta la porta della Misericordia di Dio [“Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: ‘E chi mai si può salvare?’. Ma Gesù, guardandoli, disse: ‘Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio’.”]…, io devo cambiare!…

Franco