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XXVII Domenica del Tempo Ordinario – 6 Ottobre 2013

XXVII - accresci in noi la fedeAgli apostoli che chiedono di accrescere la loro fede, Gesù risponde che essa è seminata da Dio nel cuore dei credenti, i quali devono portarla a maturazione. C’è il pericolo che l’abitudine assopisca la nostra fede e i nostri gesti diventino ripetitivi.

 

 

Commento:

http://www.stpauls.it/domenica/1343do/1343dohp.htm#com

Prima Lettura:

Il Profeta si lamenta con Dio perché sembra tardare a soccorrere il suo popolo. Il Signore gli risponde che si perde solo chi vuole perdersi, mentre “il giusto vivrà per la sua fede”.

dal Libro del Profeta Abacuc (1,2-3; 2,2-4) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PT0.HTM & http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PT1.HTM

Seconda Lettura:

Paolo chiede a Timoteo, ma anche ai cristiani, di essere coraggiosi nel rendere testimonianza a Cristo e di conservare il bene prezioso della fede.

dalla Seconda Lettera di San Paolo Apostolo a Timòteo (1,6-8.13-14) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PZ5.HTM

La Parola del Signore rimane in eterno: e questa è la Parola del Vangelo che vi è stato annunciato.

Vangelo:

Gesù ammonisce gli apostoli a mantenersi nell’umiltà. Fede e umiltà intimamente unite siano l’anima dell’annuncio del Vangelo.

dal Vangelo secondo Luca (17,5-10) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PVD.HTM

Prega con il Vangelo:

http://www.stpauls.it/domenica/1343do/1343dohp.htm#pre

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Cari amici,

quello che muove il nostro comportamento quotidiano deriva certamente dal naturale ed ancestrale principio di causa / effetto: se accade una cosa, ne consegue un’altra. In altre parole, siamo esseri razionali secondo le logiche che si sono formate e radicate, a partire da questo principio base, nel corso della nostra storia. Non ci siamo quindi evoluti per tollerare le cose che sfuggono alla nostra comprensione e, quindi, al nostro controllo. La Fede in Dio, centro delle Letture di questa domenica, è la sfida più grande a tutto questo, il passo in avanti.

Spesse volte ho pensato e detto che uno degli apici dell’intelligenza umana è la capacità di accettarne il limite; questo, certamente, comporta un atto di umiltà, intesa come la capacità di saper misurare e stimare se stessi ( come ho scritto recentemente: http://www.comunitachiarini.org/?p=1825 ). Se quindi si guarda la realtà da questo punto di vista – anch’esso del tutto razionale – si comprende come sia del tutto possibile ed accettabile che ci siano cose che sfuggono alla nostra comprensione ed al nostro controllo.

Proseguendo in quest’analisi “filosofica”, si potrebbe eccepire che la scienza umana, nel tempo, è sempre evoluta (e con essa la tecnologia) e, anzi, ha avuto un notevole impulso con l’introduzione e l’applicazione del metodo induttivo – sperimentale, e che, procedendo così, si finirà per conoscere e poter spiegare sempre di più a scapito di ciò che continua a rimanere ancora nel buio di “misteri” ancora da spiegare, se non, addirittura,  ancora da svelare….

Questo dibattito ha tutta l’aria di essere un tiro alla fune con una fune molto lunga e i traguardi molto lontani…. Ma mi riesce difficile pensare che in un giorno lontano saremo capaci di comprendere ogni cosa e che, quindi, potremo mettere alla porta Dio non sapendo più cosa farcene…; non credo di sbagliare dicendo che è proprio questo il “peccato originale”, l’antica e attuale!… tentazione di credere di essere autosufficienti e di non aver bisogno di altra vita se non di quella che stiamo vivendo qui ed ora!…

La fede è quindi antidoto al peccato originale, misura certa e, quindi, salvezza essa stessa!… :-)

Franco