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XXVI Domenica del Tempo Ordinario – 29 Settembre 2013

XXVI - LazzaroChi si professa credente in Cristo, deve aprire il cuore alle necessità dei fratelli; il gaudente egoista non può dirsi giusto. Le scelte che facciamo, le relazioni che costruiamo segnano la nostra vita futura.

 

 

 

Commento:

http://www.stpauls.it/domenica/1342do/1342dohp.htm#com

Prima Lettura:

Il Profeta denuncia con vigore le ingiustizie sociali e il lusso che offende la povertà.

dal Libro del Profeta Amos (6,1a.4-7) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PSH.HTM

Seconda Lettura:

Timoteo, “uomo di Dio”, guida della comunità, deve essere nella condotta mite e caritatevole.

dalla Prima Lettera di San Paolo Apostolo a Timòteo (6,11-16) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PZ4.HTM

Gesù Cristo da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.

Vangelo:

L’uomo ricco ed egoista, crede che la sua condizione continui. Ma alla sua morte egli viene posto “nell’inferno, nei tormenti”. Bisogna ascoltare Dio e usare le ricchezze per il bene di tutti.

dal Vangelo secondo Luca (16,19-31) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PVC.HTM

Prega con il Vangelo:

http://www.stpauls.it/domenica/1342do/1342dohp.htm#pre

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Cari amici,

grazie allo Spirito Santo che continuamente ci suggerisce le cose buone del Cielo, noi spesse volte ci accorgiamo dei bisogni di persone che incrociano la nostra vita, anche per un solo momento, diventando così il nostro prossimo. Se guardo con gli occhi della mia coscienza, vedo che ci sono persone intorno a me, meno fortunate di me, che necessitano di un aiuto; risorse materiali per sostenersi, supporto nelle difficoltà più diverse, compagnia nella solitudine, conforto nella sofferenza, istruzione nell’ignoranza, ….

Quando penso al mio essere “cristiano”, mi confronto ogni volta con questa realtà che, in diverse circostanze, mi vede poco presente, poco pronto a dare…. Molte volte dipende dalla vita frenetica che conduciamo, da una vita che ormai ci pretende completamente e che finisce per svilire il nostro essere umani anche per ciò che riguarda la semplice, ma bellissima, solidarietà laica. Ma, mi chiedo, è sufficiente dare questa corretta giustificazione e basta?…

Don Primo Mazzolari (1890-1959) – il sacerdote riconosciuto da tutti come un precursore di alcune delle grandi svolte dottrinarie e pastorali del Concilio Vaticano II, in particolare relativamente alla “Chiesa dei poveri”, alla libertà religiosa, al pluralismo, al dialogo coi lontani, alla distinzione tra errore ed erranti – diceva: “Quando si sta bene si diventa egoisti.”. Quando si sta bene quindi, non quando si è ricchi!… perché la ricchezza, di per sé, non è un male, anzi…, è certamente una freccia in più al nostro arco!… Pensate a quanto bene si può fare con essa!…

È necessario aprire il nostro cuore alla preghiera, al dialogo con Dio che porta alla confidenza con Dio. È necessario lasciare che la nostra anima si imbeva della Parola di Dio, aprendo così la strada allo Spirito Santo per trasformarci secondo la sua volontà!… Io non credo che esista un’altra via, per i cristiani, di giungere ad una vera conversione e, con essa, a scelte illogiche ad immagine e somiglianza di quelle ha fatto Dio, per primo, con noi…: voler essere Padre di questa umanità è forse una scelta “logica”?… 😉

Certamente una risposta viva a questa “sfida” la possiamo cogliere meglio se la viviamo comunitariamente; molte sono infatti le associazioni di volontariato formate da persone che donano se stesse per un servizio agli altri: basta pensare alla Caritas, ad esempio. Ma io credo che anche da soli, nell’ambiente nel quale viviamo tutti i giorni, sul posto di studio o di lavoro, nel nostro condominio, tra le nostre amicizie e i nostri vicini, …, sia possibile fare in modo che, per riprendere ancora le parole di Don Primo Mazzolari, “ci sia su questa terra un posto dignitoso per tutti”!… :-)

Proviamo a riflettere e pensiamo a cosa possiamo fare. Coraggio!… :-)

Franco