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XXVI Domenica del Tempo Ordinario – 27 Settembre 2015

150927 XXVI Domenica del Tempo OrdinarioNel vangelo Gesù fa sapere agli Apostoli e a noi, che fuori della Chiesa ci possono essere persone che nel loro agire si ispirano a Lui ed al suo esempio. Non manca però l’ammonimento a non diventare scandalo agli altri, a motivo del nostro incoerente stile di vita.

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/xxvi-domenica-del-tempo-ordinario-b/

Prima Lettura:

Lo Spirito di Dio soffia dove vuole. Bisogna saper cogliere la sua azione e occorre accettare con umiltà i suoi richiami da qualunque parte vengano.

dal Libro dei Numeri (11,25-29) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P3K.HTM

Seconda Lettura:

San Giacomo avverte i ricchi che dovranno subire il giudizio di Dio, in special modo se i beni sono ottenuti dallo sfruttamento dei lavoratori.

dalla Lettera di San Giacomo Apostolo (5,1-6) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PZU.HTM

La tua parola, Signore, è verità; consacraci nella verità.

Vangelo:

In questo brano cogliamo l’invito al rispetto ed alla fiduciosa attesa verso quanti simpatizzano per il Vangelo, ma ancora non sono tra i discepoli di Cristo. Gravi poi sono le parole contro chi scandalizza i fratelli deboli nella Fede.

dal Vangelo secondo Marco (9,38-43.45.47-48) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PUP.HTM

“Capaci di svegliare il mondo”

1° ottobre – Santa Teresa di Lisieux: nacque il 2 gennaio 1879 ad Alençon da Zelia e Luigi Martin, canonizzati durante il Sinodo 2015. Entrò giovanissima nel Carmelo di Lisieux e «divenne per purezza e semplicità di vita, maestra di santità in Cristo, insegnando la via dell’infanzia spirituale per giungere alla perfezione cristiana e ponendo ogni mistica sollecitudine al servizio della salvezza delle anime e della crescita della Chiesa» (Martirologio romano). Morì il 30 settembre 1897; canonizzata nel 1925 e proclamata Dottore della Chiesa (http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1997/documents/hf_jp-ii_hom_19101997.html ).    Luigi Giovannini, ssp

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Cari amici,

la Chiesa, la Comunità dei Credenti in Cristo, è formata da ognuno di noi; su ognuno di noi è stato effuso lo Spirito Santo nel Battesimo, che è stato poi confermato nella Cresima. E lo Spirito Santo dona ad ognuno dei Carismi diversi. In questo non c’è nulla di nuovo: duemila anni fa, infatti, San Paolo scriveva: “E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell’unico Spirito; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l’interpretazione delle lingue.” (1 Corìnzi 12,7-10).

Nessuno di noi può sottrarsi alla responsabilità di aver ricevuto in dono dei Carismi “per l’utilità comune”. Ancora San Paolo: “Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: “Poiché io non sono mano, non appartengo al corpo”, non per questo non farebbe più parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: “Poiché io non sono occhio, non appartengo al corpo”, non per questo non farebbe più parte del corpo. Se il corpo fosse tutto occhio, dove sarebbe l’udito? Se fosse tutto udito, dove l’odorato?” (1 Corìnzi 12,14-17) e “… molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: “Non ho bisogno di te”; né la testa ai piedi: “Non ho bisogno di voi”. Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie; e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.” (1 Corìnzi 12,20b-27).

Ecco perché è necessario valorizzare i nostri Carismi e riconoscere quelli degli altri!… perché possiamo essere veri fratelli e sorelle nella Fede, sia nelle gioie che nei dolori. È questa l’essenza della Chiesa!… l’essenza della Comunità dei Credenti in Cristo!… in attesa di terminare questo nostro pellegrinaggio terreno e di vedere Dio!…

Franco