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XXIX Domenica del Tempo Ordinario – 18 Ottobre 2015

151018 giornata missionaria mondialeSappiamo seguire Gesù da vicino: Egli pone dinanzi ai nostri occhi l’offerta della propria vita e la disponibilità a servire. Non ci sono altre modalità per essere davvero cristiani. Oggi con la Chiesa celebriamo la Giornata Missionaria Mondiale. Un invito ad uscire dal nostro egoismo e andare alle periferie del mondo e annunciare il Vangelo.

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/xxix-domenica-del-tempo-ordinario-b/

Prima Lettura:

Viene spiegato il senso profondo delle sofferenze del Servo del Signore. Egli – innocente – prende su di sé i peccati degli altri e diventa “salvezza” per molti.

dal Libro del Profeta Isaìa (53,10-11) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PNZ.HTM

Seconda Lettura:

Poiché Gesù, Figlio e “Servo” di Dio, ha preso sulla sua innocenza i nostri peccati, noi possiamo avvicinarci a Dio con fiducia e con libertà.

dalla Lettera agli Ebrei (4,14-16) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PZG.HTM

Il Figlio dell’uomo è venuto per servire e dare la propria vita in riscatto per molti.

Vangelo:

Alla paura si accompagna nei discepoli l’incomprensione verso il Messia sofferente. La richiesta dei figli di Zebedeo di avere un ruolo privilegiato nel Regno, è sintomo della difficoltà a capire come sia necessario servire fino a donare la vita, sull’esempio di Gesù.

dal Vangelo secondo Marco (10,35-45) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PUQ.HTM

Conosciamo i Testimoni luminosi:

Maria Cristina Brando (1856-1906) è stata canonizzata il 17 Maggio 2015 (http://it.cathopedia.org/wiki/Maria_Cristina_Brando ). Fondatrice della Congregazione delle Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, fin da giovanissima sentì la chiamata del Signore. Il suo ardore, unito alla sua umiltà, le permisero di dar vita ad una comunità, in Casoria (NA), dove radunò le giovani educande, che trovarono in lei un modello ammirevole. La Congregazione si ampliò rapidamente in tutta la Campania, coinvolgendo in seguito altre regioni. Ma l’Italia era troppo limitata per la grandezza della sua fede e del suo esempio, e oggi sono aperte comunità in Brasile, Indonesia, Colombia e Filippine. La liturgia la ricorda il 20 Gennaio.

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Cari amici,

da laico consacrato nel Matrimonio, da padre e da lavoratore, mi chiedo: come posso abbracciare l’esortazione di Papa Francesco ad andare verso le “periferie” del mondo?… Ho pensato a questa cosa per molto tempo…; ho pensato alle persone consacrate nell’Ordine e nei Voti ed a quelle non consacrate, che hanno lasciato tutto e che si sono recate nelle “estreme periferie” del mondo, dove manca lo stretto necessario per vivere e non certo la pay-tv…. Ho pensato anche a coloro che, pur non avendo ancora trovato la via della Fede, sono partiti per terre lontane, inospitali e a volte ostili!… pur di fare qualcosa, per pura etica umana!…, che colmi l’abissale differenza che corre tra le nostre vite e le vite di tanti, troppi!…, nostri fratelli e sorelle sparsi per il mondo!…

Poi ho guardato più vicino…, alla realtà “occidentale” e, ancor più, a quella italiana e ho visto le Chiese riempirsi a stento, alcune mezze vuote…; ho ascoltato la voce di tanti “altoparlanti” che dettano soluzioni certe ai problemi…; non ho più visto molte orecchie disposte ad ascoltare, anche se abbiamo due orecchie per ascoltare ed una sola bocca per parlare, bere, mangiare, …. Ho visto svuotarsi di senso e persino sparire tante buone cose, persone sempre più arrotolate sul proprio orticello, sul proprio benessere, sulle proprie certezze…, povertà sullo stesso pianerottolo trascurate, valori popolari condivisi diluirsi sempre più…, in concetti di libertà che non prevedono più il diritto dell’altro alla propria stessa libertà….

Alla fine ho guardato dentro di me e vi ho scorto affanni inutili, risentimenti incrostati, poco coraggio per tuffarsi ad occhi chiusi nelle braccia di Dio e della Madonna, poca Fede…, pigrizia, amori imperfetti, un corpo che invecchia e che lo fa inesorabilmente!…, paure, vizi antichi, …, ricoperti da una specie di glassa di perbenismo, cristiana persino!…

Ho guardato però ancora più a fondo e mi sono ricordato del riscatto di Cristo e del conseguente fatto che, malgrado tutto!…, sono un Figlio adottivo di Dio e che il Suo Amore per me non è condizionato da nulla!… San Paolo ci ricorda questo: “Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Romani 5,8) e gli fa eco San Giovanni Apostolo: “egli ci ha amati per primo” (1 Giovanni 4,19b)

Ecco: se vogliamo essere missionari cristiani, ripartiamo dalle “periferie”, dalle “povertà” di noi stessi, ogni giorno!… :-)

Franco