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XXIV Domenica del Tempo Ordinario – 13 Settembre 2015

150913 XXIV Domenica del Tempo OrdinarioAl cristiano di ogni tempo Gesù chiede di sfrondare la propria vita da idoli e falsi dèi, da pregiudizi e da certezze solo umane, affinché possa fare, come Pietro, la sua professione di fede in Lui. Seguire Cristo significa percorrere in spirito il suo cammino, che conduce alla gloria attraverso la croce.

 

 

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/xxiv-domenica-del-tempo-ordinario-/-b/

Prima Lettura:

Il Profeta annunzia che il “Servo di Dio”, cioè il Messia, sarà inviato a portare a compimento il progetto di salvezza. Compirà la sua missione attraverso la sofferenza, certo della sua innocenza e della protezione di Dio.

dal Libro del Profeta Isaia (50,5-9a) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PNW.HTM

Seconda Lettura:

San Giacomo dichiara morta una fede senza le opere, esortando tutti noi a compiere gesti concreti di aiuto verso il prossimo che è nella povertà.

dalla Lettera di San Giacomo Apostolo (2,14-18) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PZR.HTM

Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.

Vangelo:

La confessione di Pietro, il primo annuncio della passione e le condizioni per seguire Cristo sono un punto di arrivo e insieme di partenza per il Maestro, per i discepoli e per la Chiesa. La via della salvezza passa sempre per la stessa via di cristo, quella della croce.

dal Vangelo secondo Marco (8,27-35) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PUO.HTM

Amazzonia – Suor Dorothy

Lottava per il diritto alla terra dei contadini

Il 12 febbraio di dieci anni fa suor Dorothy Stang (http://it.cathopedia.org/wiki/Dorothy_Stang ), 73 anni, statunitense di nascita, brasiliana di adozione, cammina verso la comunità La Esperança, a 53 chilometri da Anapu, nello Stato del Para. Sono circa le 7,30 di un sabato piovoso quando la religiosa di Nostra Signora di Namur viene avvicinata da Rayfran das Neves Sales e Clodoaldo Carlos Batista. Per suor Dorothy sarà l’ultimo incontro. Rayfran chiede alla suora se ha un’arma. Lei estrae la Bibbia e legge le “Beatitudini”. «Dio vi benedica, figli miei», augura loro e riprende il cammino. In quell’istante, la raggiunge il primo dei sei proiettili. «Dorothy ha dato letteralmente il suo sangue per i poveri dell’Amazzonia», ha commentato Dom Erwin Krauter, vescovo di Xingu. «Io preferisco dire che il suo corpo è stato “piantato” là, proprio tra gli alberi, che lei difendeva. Il ricordo della sua azione è vivo».

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Cari amici,

il brano della Lettera di San Giacomo Apostolo che oggi la Chiesa ci propone, ci mette davanti alle nostre responsabilità di cristiani senza giri di parole: “… la Fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta.”. Questa frase che rischia di perdersi tra le altre – benché tutte siano importanti! – riassume in sé l’intera natura del essere cristiano: la Fede per guardare a Dio, le opere per guardare ai fratelli ed alle sorelle! Eh sì!… Fratelli e sorelle…, perché questo siamo agli occhi del Signore: siamo tutti suoi figli adottivi in Gesù, e quindi fratelli e sorelle.

Ognuno di noi nel proprio “piccolo” mondo ha occasioni di fare del bene; e non ci dimentichiamo che per gli altri anche noi siamo occasioni di fare del bene. Tutto nella reciprocità, tutto nella condivisione. Anche il denaro o le proprietà possono essere considerate dei Carismi e lo Spirito Santo ci dona i Carismi perché portino frutto agli occhi di Dio, non per conservarli gelosamente per noi!… Chi ha materia, dia materia; chi ha spirito, dia spirito!… perché nessuno non ha bisogno di qualcosa che un altro può dargli!

Le opere, quindi, sono basate sull’umiltà di chi sa che in questo pellegrinaggio terreno potrà essere fonte e oggetto del bene che lui stesso e gli altri potranno fare, ispirati dalla Parola del Vangelo. Nella Prima Lettera ai Corinzi, San Paolo scrive: “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. …” (http://www.comunitachiarini.org/inno-alla-carita ).

Vedete?… Se vogliamo veramente essere di Dio, non abbiamo scelta: questa è la gelosia di Dio!…

Franco