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ott
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XXIII Domenica del Tempo Ordinario – 8 Settembre 2013

XXIII - entrare nella logica della croceEssere discepoli di Cristo e vivere nei compromessi provoca la derisione, come iniziare grandi imprese senza portarle a termine. Tutto questo implica una totale donazione, un totale amore per Cristo, una totale libertà interiore.

 

 

Commento:

http://www.stpauls.it/domenica/1339do/1339dohp.htm#com

Prima Lettura:

“Quale uomo può conoscere il volere di Dio?”. Solo l’ascolto e la meditazione della Parola di Dio attireranno su di noi il suo Santo Spirito, e ci insegneranno la vera sapienza.

dal Libro del Sapienza (9,13-18) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PKT.HTM

Seconda Lettura:

Paolo per raccomandare Onesimo al suo padrone Filèmone, non fa leva sulla sua autorità, ma sulla fede comune, rinsaldata dal rapporto di amicizia.

dalla Lettera di San Paolo Apostolo a Filèmone (9b-10.12-17) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PZC.HTM

Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servo e insegnami i tuoi decreti.

Vangelo:

Con le parabole della torre e della guerra, Gesù ci invita ad un’attenta e seria riflessione prima della scelta del Regno. Seguire Cristo richiede rinunziare a tutto, prendere la croce e seguirlo.

dal Vangelo secondo Luca (14,25-33) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PVA.HTM

Prega con il Vangelo:

http://www.stpauls.it/domenica/1339do/1339dohp.htm#pre

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Cari amici,

il brano del Libro della Sapienza che oggi la Chiesa ci propone, riporta alla mia mente la via di preghiera costituita dalla “lectio divina”. Io non posso certo dire di essere un “esperto” di questa via di preghiera, per quanto, insieme con il “mio” parroco e con alcuni miei amici e mia moglie, la sto sperimentando in un percorso comunitario di lettura e di meditazione della Parola di Dio: un “Gruppo del Vangelo”.

Non si può avere alcun rapporto con chi non si conosce e quindi, anche nella trascendenza, non si può amare (o rifiutare…) Dio se prima non lo si conosce attraverso il Vangelo di Gesù e le altre Sacre Scritture; per questo mi soffermo spesso con me stesso e, a volte, anche con gli altri, a sottolineare la capitale importanza della lettura dei Vangeli e, più in generale, della Bibbia!… Quanti sono infatti coloro che si professano atei o credenti e non hanno mai letto con spirito attento almeno i Vangeli?…

Il brano del Libro della Sapienza di oggi ci dice proprio questo: ci invita a conoscere Dio attraverso la conoscenza del suo Verbo che, per noi del “dopo Cristo”, è costituito da ciò che ci ha insegnato Gesù, che è contenuto nei Vangeli. Le altre Sacre scritture sono un invito ad approfondire questa conoscenza che trova il suo vertice nei Vangeli, appunto. Molti anni sono passati perché riuscissi a leggere….

Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare cosa vuole il Signore?…” scrive l’autore. Anche e soprattutto nelle vite dei Santi, troviamo difficoltà di questo tipo: Signore…, cosa vuoi che io faccia?… Cosa significa quello che mi è successo?… Quale opera quotidiana, mite e preziosa, umile e pregiata può servire al tuo disegno di salvezza?… Perché io Signore?… e potrei proseguire….

È qui che interviene lo Spirito Santo, lo Spirito di Sapienza che Gesù ci ha promesso prima di tornare al Padre, lo Spirito che vive con noi ed in noi, che non si agita come un vento di tempesta, ma sussurra la Verità a chi desidera ascoltare!… Il Signore parla nel silenzio, lascia che la lettura o l’ascolto della sua Parola scenda nelle nostre anime e le ravvivi, come una pioggerella d’autunno raggiunge gli strati più profondi della terra senza distruggere neanche il più piccolo tra i fili d’erba…. Quanta Pace!… :-)

E noi, come i fili d’erba, dobbiamo lasciare che quest’acqua di vita ci bagni e ci ravvivi: dobbiamo decidere con fermezza di ritagliarci nelle nostre frenetiche giornate, degli spazi di silenzio perché il corpo, nel riposo, possa disporsi alla lettura o all’ascolto della Parola di Dio, lasciare che questa Parola penetri dentro di noi e lasciare, sempre nel silenzio, che lo Spirito ci suggerisca ciò che il Signore, quel giorno e con quel brano vuole dirci…. Non “maestri di se stessi”, ma bambini alle elementari con la loro maestra… :-)

Franco