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nov
04

XX Domenica del Tempo Ordinario – 16 Agosto 2015

150816 XX Domenica del Tempo OrdinarioO Dio, nostra difesa, contempla il volto del tuo Cristo. Per me un giorno nel tuo tempio, è più che mille altrove.

 

 

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/xx-domenica-del-tempo-ordinario-/-b/

Prima Lettura:

La prima lettura presenta il banchetto imbandito dalla Sapienza, in cui si offre pane e vino, cibi propri dei giorni di festa. È un banchetto esteso a tutti, con particolare attenzione agli inesperti e ai privi di senno che hanno urgente necessità di essere ammaestrati dalla Sapienza. Il tema del banchetto orienta la comprensione dell’Eucaristia come Pane di Vita.

dal Libro dei Proverbi (9,1-6) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PJE.HTM

Seconda Lettura:

La seconda lettura propone una profonda revisione di vita per i cristiani. Occorre cogliere i segni dei tempi e discernere la volontà di Dio tra le tante proposte e i richiami. Nasce, così, il volto dell’uomo nuovo che sa di aver ricevuto tutto in dono.

dalla Lettera di San Paolo Apostolo agli Efesìni (5,15-20) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PYH.HTM

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dice il Signore, rimane in me ed io in lui.

Vangelo:

Il Vangelo riprende l’ultima parte del discorso di Gesù nella sinagoga di Cafarnao. Gesù è il Pane Vivo disceso dal Cielo che bisogna necessariamente mangiare per avere il dono della Vita Eterna, cioè della salvezza.

dal Vangelo secondo Giovanni (6,51-58) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PVQ.HTM

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Cari amici,

il discorso di Gesù è stato certamente duro…; davvero solo pochi illuminati dallo Spirito Santo potevano andare oltre alle mere parole usate da Gesù. Mangiare la sua carne?!… bere il suo sangue?!… Penso che molti di noi, magari anche ben istruiti, avrebbero ripreso la via di casa così come fecero molti discepoli (Gesù, infatti, non era seguito solo dai Dodici!…) e penso a quanto siamo fortunati a vivere un’epoca dove alla Chiesa è già stata concessa, piano piano, nel tempo, la Sapienza su tante cose!…

Mangiare o bere qualcosa equivale a far nostro quel qualcosa, equivale a rendere non più scindibile il nostro corpo da quel qualcosa; anzi, quel qualcosa diventa, in parte, ciò che saremo, nutrendo i nostri tessuti e facendo sì che vivano e si riproducano, nella vita!… Mangiare e bere Gesù equivale alla stessa cosa per la nostra vita spirituale, per la nostra anima, che si nutre appunto degli insegnamenti del Maestro. Tutti ricordiamo le parole di Gesù “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Matteo 4, 4b), citazione di un passo dell’Antico Testamento “… per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore” (Deuteronomio 8, 3b).

Gli insegnamenti di Gesù sono nei Vangeli che la Chiesa di ogni tempo ha conservato e tramandato anche per noi; e noi dovremmo pendere dalle righe di quei Libri che sono il codice di comportamento che Dio stesso, per mezzo del suo Figlio Gesù, ci ha dato. E i Vangeli, come ci insegna San Girolamo, si illuminano ancor più alla luce di tutte le altre Sacre Scritture. Ecco: l’essere cristiani è tutto qui, nel cercare, con tutto noi stessi, di far aderire i nostri comportamenti agli insegnamenti dei Vangeli; e quando questo non ci riesce, accettare senza riserve il perdono di Dio e ripartire sulla stessa via.

Questi sono certamente elementi molto importanti per cercare di comprendere la vera “natura” e l’ “importanza” dell’Eucaristia!… In quel Sacramento noi mangiamo e beviamo davvero l’essenza stessa del Corpo e del Sangue di Gesù e possiamo rimanergli accanto, intimamente!…, anche in semplice dialogo. Ma questo, vi confesso…, non riesco ancora neanche ad intuirlo… e prego voi tutti di pregare Dio per me, perché mi sia concesso presto di incamminarmi sulla via della comprensione…. Comunque…, nel frattempo e nella Speranza…, grazie Gesù! :-)

Franco