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XVII Domenica del Tempo Ordinario – 28 Luglio 2013

Consapevoli della nostra piccolezza e fragilità ci rivolgiamo con fiducia a Dio-Padre, con le parole stesse del suo amato Figlio Gesù, nostro fratello e salvatore. Il richiamo al Padre sia fonte e anima della preghiera.

 

 

Commento:

http://www.stpauls.it/domenica/1332do/1332dohp.htm#com

Prima Lettura:

Abramo, amico di Dio, intercede presso il Signore per Sòdoma e Gomorra, città peccatrici e chiede che siano risparmiate dalla distruzione a motivo di alcuni giusti.

dal Libro della Gènesi (18,20-32) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PI.HTM

Seconda Lettura:

Cristo ha inchiodato alla sua croce il peso dei nostri peccati. Liberati e salvati dalla Pasqua di Cristo, siamo diventati nuove creature.

dalla Lettera di S.Paolo Apostolo ai Colossèsi (2,12-14) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PYO.HTM

Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: Abbà! Padre!

Vangelo:

Gesù indica ai suoi discepoli il modo con cui rivolgersi a Dio-Padre. E il Padre “darà lo Spirito a quelli che glielo chiedono”.

dal Vangelo secondo Luca (11,1-13) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PV7.HTM

Prega con il Vangelo:

http://www.stpauls.it/domenica/1332do/1332dohp.htm#pre

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Cari amici,

dalle letture di oggi, salta alla mia attenzione una diversità sostanziale: Abramo, nel suo rivolgersi a Dio, utilizza la parola “Signore”, Gesù invece ci insegna a rivolgerci a Dio con la parola “Padre”. In questo mi sembra di scorgere la sostanza della differenza che corre tra il “prima” ed il “dopo” Cristo. Prima eravamo creature, poi siamo diventati figli adottivi per volontà stessa di Dio. E quel “Padre” si trasforma in “papà” e, come ci insegnò Giovanni Paolo I, persino in “mamma”; quanto deve essere tenero l’amore di Dio per noi!…

Ed il “Padre Nostro”, la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato, è la perfetta sintesi del rapporto che Dio stesso vuole con noi, con tutti noi: pregare non è più quindi chiedere da creature, ma dialogo da figli!… Un dialogo che naturalmente, oltre a guardare alla prioritaria volontà del Padre, ha in sé anche il coraggio di chiedere superando la nostra incredulità, così come ci ha ricordato, ed esortato a fare, Papa Francesco nella sua omelia del 20 Maggio scorso a Santa Marta ( vi esorto a leggere questo articolo: http://it.radiovaticana.va/news/2013/05/20/papa_francesco:_la_preghiera_umile,_forte_e_coraggiosa_compie_miracoli/it1-693669 ).

Il “Padre Nostro” è quindi certamente un punto d’ingresso privilegiato alla preghiera ed a chi mai mi chiedesse come fare per vincere la nostra inerzia che ci vince molto spesso alle sole cose terrene, potrei forse dire di iniziare proprio da qui, soffermandosi a riflettere su ogni frase, per più e più giorni…. E visto che anch’io mi ritrovo spesso e…  “volenitieri” a dover ripartire anche nella preghiera, ho comprato un libro di Anselm Grün (un monaco benedettino certamente carismatico, abbastanza famoso per i suoi tanti libri) dal titolo “Il Padre Nostro; come pregarlo, come viverlo” e spero vivamente di aver modo di leggerlo presto….

Comunque, la lettura e la meditazione della Parola di Dio ed il dialogo orante con Dio che ne scaturisce, è un’esperienza unica per ognuno di noi e, per ognuno di noi è anche irripetibile ogni volta. Non c’è quindi una via da indicare se non quella di restare docili ai Carismi dello Spirito Santo. Nulla di straordinario, nulla di sensazionale…, ma solo una mite, fiduciosa e perseverante ricerca della Verità in Dio, una ricerca che non può prevedere una fine, semplicemente perché Dio non ha fine, e quindi una ricerca che ci accompagna per tutta la nostra vita ed evitare così che la nostra coscienza si assopisca, per ripartire ogni giorno con fiducia, malgrado le avversità alle quali inevitabilmente andiamo incontro. Coraggio quindi!… e Pace!… :-)

Franco