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XVI Domenica del Tempo Ordinario – 19 Luglio 2015

150719 XVI Domenica del Tempo OrdinarioLa Parola di Dio ci illumina affinché conosciamo meglio il Cuore di Gesù, la sua umanità. Egli è il Maestro che non fa mancare la sua attenzione ai discepoli. Per loro pensa anche ad un momento di riposo dopo la fatica della missione. E quando vede una folla senza meta, si prende cura di essa e offre la sua Parola.

Commento:

http://www.la-domenica.it/xvi-domenica-del-tempo-ordinario-/-b/

Prima Lettura:

Il Profeta Geremia, deplorando i falsi pastori che conducono alla rovina il popolo di Dio, annunzia che il Signore manderà nuovi pastori che saranno vere guide.

dal Libro del Profeta Geremìa (23,1-6) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__POZ.HTM

Seconda Lettura:

Con il suo sacrificio redentore, Cristo è diventato la nostra pace, perché ha portato nel mondo l’unione di tutti gli uomini tra loro e con Dio.

dalla Lettera di San Paolo Apostolo agli Efesìni (2,13-18) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PYE.HTM

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, io le conosco ed esse mi seguono.

Vangelo:

Gesù, di fronte ad una folla sbandata, sente una profonda compassione, lascia ai discepoli il tempo per un giusto riposo e con la sua Parola tutti nutre e guida, come fa un pastore con il suo gregge.

dal Vangelo secondo Marco (6,30-34) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PUM.HTM

“Capaci di svegliare il mondo”:

21 Luglio: San Lorenzo da Brindisi – Nacque a Brindisi il 22 Luglio 1559 e si chiamava Giulio Cesare Russo, prima di diventare Cappuccino con l’aiuto di uno zio sacerdote, avendo perso i genitori quand’era ancora bambino. Si impegnò nella predicazione in varie nazioni d’Europa e difese la Chiesa contro gli “infedeli”. Nel 1602 divenne Vicario Generale del suo Ordine (http://www.ofmcap.org/it/ ). Nel 1618 si recò in Spagna e nel 1619 morì a Lisbona. Beatificato nel 1783 e canonizzato nel 1881; nel 1959 Giovanni XXIII lo proclamò “Doctor apostolicus”.   Luigi Giovannini, ssp

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Cari amici,

il Vangelo di oggi ci mostra come Gesù considera la nostra fragile natura umana: pur chiamandoci a fare della nostra vita anche una vita missionaria, sa che ogni tanto abbiamo bisogno di farci da parte, in silenzio, per riposare il corpo e per immergerci, in quel riposo ed in quel silenzio, in Dio stesso. È ormai molto tempo che sento questo bisogno, questa necessità di riequilibrare la vita tra gli impegni di tutti i giorni (il Matrimonio / la Famiglia ed il Lavoro) e la ricerca di Dio (nella S. Messa, nella Lectio Divina personale e comunitaria e nella Carità). Ogni cuore percepisce questo bisogno, ogni cuore sente questa chiamata….

Ripensando alle vite dei Santi, mi accorgo come tutti loro abbiano saputo dosare i propri impegni quotidiani concreti con le necessarie, ed altrettanto quotidiane, “pause” di preghiera. Loro hanno veramente capito che “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Matteo 4,4b). Eppure tutti, non solo loro, sentono nel loro cuore la necessità di fermarsi in disparte, soli, in un luogo deserto per riposarsi un po’…, ma molti restano nell’immanenza di questa sensazione, di questo necessità…, e non si aprono a Dio!… L’immanenza!… la più sottile ed efficace tentazione dell’antico avversario!…

Ora et labora” (San Benedetto da Norcia – http://it.cathopedia.org/wiki/San_Benedetto_da_Norcia )

Ricordo che qualche anno fa, non molto dopo esser stato male ed essere tornato al lavoro, venne a trovarmi in ufficio un collega – ora un caro amico – ed il discorso andò proprio sull’importanza di leggere quotidianamente un breve brano di Vangelo per poi fermarsi a meditarlo nel proprio cuore, per “capire” cosa quel brano poteva dire a chi lo leggeva, quel giorno. Mi ricordo che con Nando – così chiamano il mio amico, anche se non è il suo nome :-) – giungemmo alla conclusione che per quanto non avessimo una preparazione adeguata alla lettura del Vangelo, l’ispirazione invocata dello Spirito Santo sarebbe stata più importante. Fu una conclusione di Fede che, per quanto sia sempre necessario non farsi mai “maestri di sé stessi”!…, discendeva direttamente da un severo insegnamento di Gesù: “Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (Luca 11,11-13).

Ecco: qui c’è il nostro vero riposo!… :-)

Franco