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lug
05

XI Domenica del Tempo Ordinario – 16 Giugno 2013

Il perdono che Gesù dà, in qualità di Figlio di Dio, alla donna peccatrice, è un atto di misericordia gratuita, che una creatura non può meritare, ma che può sempre implorare. Una accettazione umile e fiduciosa del perdono divino ci fa vivere in pace anche con i nostri fratelli.

 

 

 

Commento:

http://www.stpauls.it/domenica/1326do/1326dohp.htm#com

Prima Lettura:

Il Profeta Natan rimprovera il re Davide per l’adulterio e per aver ucciso Uria. Davide riconosce umilmente le sue gravi colpe e sperimenta la misericordia di Dio.

dal Secondo Libro di Samuele (12,7-10.13) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P7R.HTM

Seconda Lettura:

L’Apostolo Paolo insiste nel dire che la salvezza non viene dalle opere della Legge di Mosè, ma dalla fede in Cristo, che perdona per grazia.

dalla Lettera di S.Paolo Apostolo ai Gàlati (2,16.19-21) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PY8.HTM

Dio ha amato noi ed ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Vangelo:

Gesù, a mensa in casa di un fariseo, perdona una peccatrice, che affrontando il disprezzo dei presenti al convito, manifesta con gesti eloquenti la sua volontà di essere salvata.

dal Vangelo secondo Luca (7,36 – 8,3) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PV3.HTM & http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PV4.HTM

Prega con il Vangelo:

http://www.stpauls.it/domenica/1326do/1326dohp.htm#pre

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Cari amici,

che lo vogliamo o no, che ce ne rendiamo conto o no, …, noi tutti abbiamo debiti con Dio, perché nessuno può dirsi a posto davanti a Dio. Non basta, infatti, dire “non ho rubato” oppure “non ho ucciso” oppure “vado a Messa ogni domenica” …, per potersi sentire a posto o, addirittura, per presumere di esserlo veramente. Il nostro è un cammino quotidiano attraverso un terreno insidioso per giungere alla perfezione per mezzo della Divina Misericordia.

Anche il tema del peccato e del perdono è molto spesso travisato perché se ne fa un’analisi superficiale; addirittura è un tema utilizzato persino per colpire demagogicamente il cristianesimo: possiamo anche fare quello che vogliamo in barba agli insegnamenti del Vangelo, perché basterà poi andarsi a confessare e… oplà!… avremo di nuovo la coscienza pulita!… In effetti il tema del peccato è legato alla nostra condizione transitoria umana e quello del perdono alla Divina Misericordia: si tratta quindi di qualcosa che non può essere liquidato con una battuta….

Il riconoscersi peccatore da parte di re Davide e da parte della donna entrata nella casa di Simone il fariseo, è condizione necessaria per l’arrivo dell’alta marea, che copre ogni scoglio, della Divina Misericordia: non è quindi un giochetto del tipo “faccio quello che voglio, vado a dire che mi pento, sono perdonato e mi salvo”, ma è una progressiva condizione di consapevolezza che si fa strada dentro di noi attraverso la preghiera di ogni giorno, che ha come importante elemento di questa progressione il chiedere perdono a Dio attraverso il Sacramento della Confessione (la Riconciliazione): “Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: ‘Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi.’ ” (Giovanni 20, 22-23).

Anche in questo caso mi tornano alla mente le parole di Papa Francesco pronunciate in occasione dell’Angelus del 17 Marzo scorso: “… Ricordo, appena Vescovo, nell’anno 1992, è arrivata a Buenos Aires la Madonna di Fatima e si è fatta una grande Messa per gli ammalati. Io sono andato a confessare, a quella Messa. E quasi alla fine della Messa mi sono alzato, perché dovevo amministrare una cresima. E’ venuta da me una donna anziana, umile, molto umile, ultraottantenne. Io l’ho guardata e le ho detto: “Nonna – perché da noi si dice così agli anziani: nonna – lei vuole confessarsi?”. “Sì”, mi ha detto. “Ma se lei non ha peccato …”. E lei mi ha detto: “Tutti abbiamo peccati …”. “Ma forse il Signore non li perdona …”. “Il Signore perdona tutto”, mi ha detto: sicura. “Ma come lo sa, lei, signora?”. “Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe”. Io ho sentito una voglia di domandarle: “Mi dica, signora, lei ha studiato alla Gregoriana?”, perché quella è la sapienza che dà lo Spirito Santo: la sapienza interiore verso la misericordia di Dio. …” [ http://www.vatican.va/holy_father/francesco/angelus/2013/documents/papa-francesco_angelus_20130317_it.html ].

Franco