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V Domenica del Tempo Ordinario – 7 Febbraio 2016

160207 San Pio e San Leopoldo Mandic in San PietroLa Liturgia della Parola di questo giorno del Signore è all’insegna delle chiamate: da Isaìa a Paolo, da Pietro agli Apostoli. Dalla vocazione si passa alla missione, quella di annunciare Cristo e il Vangelo e diventare così “pescatori di uomini”, a prezzo della vita. – Verso la 24ma Giornata del Malato: 11 Febbraio.

 

 

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/v-domenica-del-tempo-ordinario-2016/

Prima Lettura:

Nel Tempio di Gerusalemme il Profeta Isaìa riceve la rivelazione della grandezza di Dio e riconosce di essere chiamato ad una missione che lo supera.

dal Libro del Profeta Isaìa (6,1-2a.3-8) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PMO.HTM

Seconda Lettura:

L’Apostolo Paolo ricorda il Credo, che ha “ricevuto” e “trasmesso”. Esso comprende due articoli di Fede fondamentali: la morte salvifica di Cristo e la sua risurrezione per essere ancora presente in mezzo ai credenti.

dalla Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corìnzi (15,1-11) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PXS.HTM

Venite dietro a me, dice il Signore, vi farò pescatori di uomini.

Vangelo:

Dopo la pesca miracolosa, Pietro riconosce in Gesù il Messia e confessa di essere peccatore. Gesù lo rincuora e lo chiama al suo seguito, assieme a Giacomo e Giovanni e li fa “pescatori di uomini”.

dal Vangelo secondo Luca (5,1-11) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PV1.HTM

Volti del Giubileo – Il corpo di Padre Pio sarà a Roma il Mercoledì delle Ceneri

Sarà presente nella Basilica di San Pietro a Roma dal 5 all’ 11 febbraio. Insieme al corpo di Padre Pio, sarà presente anche il corpo di San Leopoldo da Castelnuovo Mandić (http://it.cathopedia.org/wiki/San_Leopoldo_da_Castelnuovo). La scelta del Mercoledì delle Ceneri è perché quello sarà il giorno in cui Papa Bergoglio invierà a tutto il mondo i Missionari della Misericordia conferendo a loro lo speciale mandato di predicare e confessare perché siano segno vivo di come il Padre accoglie quanti sono in cerca del perdono.

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Cari amici,

le tre Letture che oggi la Chiesa ci propone, ci ricordano tre importanti chiamate di Dio: la prima rivolta ad Isaìa (poi Profeta), la seconda a Simone (poi Pietro e prima guida della Chiesa nascente) e la terza a Saul (poi Paolo e Apostolo). Le chiamate del Signore sono da sempre e sempre saranno, sino alla pienezza dei tempi. E noi, tutti noi!…, siamo oggetto di quelle chiamate!… Non dobbiamo pensare che Dio si rivolge solo a pochi “eletti”!… Egli si rivolge ad ognuno di noi, secondo il suo imperscrutabile piano di salvezza universale: ad ognuno secondo i Carismi donati dallo Spirito Santo, ad ognuno nel proprio tempo nella storia dell’umanità, ad ognuno lì dove vive ed opera. Chiediamo allo Spirito Santo di farci comprendere e conoscere i Carismi che ci ha donato, così da poterli mettere a frutto secondo la volontà di Dio!

C’è una cosa però che, in queste tre letture, ho notato…: una specie di “fattor comune”…. Isaìa esclama: “Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo ad un popolo dalle labbra impure io abito; eppure i miei occhi hanno visto il Re, il Signore degli eserciti”. Simone grida: “Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore”. Paolo scrive: “Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Io infatti sono il più piccolo tra gli Apostoli e non sono degno di essere chiamato Apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio”. Il “fattor comune” è il riconoscersi impuri (Isaìa), peccatori (Simone) e indegni (Paolo) della chiamata di Dio. Per nostra fortuna, però, questi Padri della Chiesa hanno saputo comunque dire “si”, abbandonandosi alla volontà ed al sostegno di Dio, facendosi strumento nelle mani di Dio senza quindi vantare meriti; Paolo infatti scrive: “Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me”.

Chiamati ad operare qui ed ora, nessuno è così povero da non avere neanche i Carismi donatigli dallo Spirito Santo!… Chi pensa di non avere nessun contributo da dare alla crescita della Chiesa, della Comunità dei Credenti in Cristo, pecca contro lo Spirito Santo!… perché non ne riconosce i doni!… Di nuovo: invochiamo lo Spirito Santo per farci comprendere e conoscere i Carismi che ci ha donato, così da poterli mettere a frutto secondo la volontà di Dio, facendoci meri strumenti nelle sue mani!… Riscopriamo noi stessi! :-)

Franco