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Terza Domenica di Avvento – 15 Dicembre 2013

131215 Terza Domenica di AvventoLa promessa del Profeta Isaìa si avvera in Cristo: è lui che porta a tutti la gioia e la vita. Ma bisogna accoglierlo con animo povero e ben disposto. Ecco ciò che rende grandi nel Regno di Dio.

 

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/iii-domenica-di-avvento-/-a/

Prima Lettura:

Il Profeta Isaìa indica al popolo di Israele la fonte della vera gioia nell’intervento di Dio, che lo ricondurrà in patria dopo il lungo esilio. Anche la natura prende parte a questa gioia.

dal Libro del Profeta Isaìa (35,1-6a.8a.10) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PNH.HTM

Seconda Lettura:

San Giacomo, nell’attesa della venuta del Signore, invita ciascuno di noi ad operare con coraggio nella pazienza, nella sincerità e nella costanza.

dalla Lettera di San Giacomo Apostolo (5,7-10) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PZU.HTM

Lo Spirito del Signore è sopra di me, mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.

Vangelo:

Gesù, dopo aver illustrato la sua azione di salvezza e l’annunzio del Vangelo ai poveri, loda la persona del Battista, richiamandosi alla figura biblica del Profeta Elia.

dal Vangelo secondo Matteo (11,2-11) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PTZ.HTM

Prega con il Vangelo:

“Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via” (Mt 11,10). Signore Gesù, manda anche noi, come Giovanni Battista, ad annunciarti con coraggio. Rendici umili messaggeri della tua venuta e aiutaci a preparare la “tua via” con fede sincera sulle strade che percorriamo quotidianamente.   Letizia Battaglino

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Cari amici,

l’annuncio del Profeta Isaìa e la conferma di Gesù, si traducono nell’esortazione di San Giacomo a vivere nella mitezza. Il Natale è alle porte e, con la missione redentrice di Gesù, del Messia, è “alle porte” anche la nuova e definitiva venuta del Signore, nel senso che ora tutto è pronto per il compimento di salvezza di Dio per noi. Con il Vangelo i sordi possono udire la “buona notizia”, i muti possono parlare della “buona notizia”, gli storpi possono camminare sulle strade tracciate dalla “buona notizia”!… :-)

La mitezza alla quale ci esorta San Giacomo è una virtù che oggi, almeno qui, nella nostra società, non è più molto praticata…. Ma io non credo che questa cosa si fondi su una cattiveria “congenita” di noi stessi e dei nostri contemporanei, ma solo sulla diabolica fretta che ci consuma ogni giorno e, naturalmente…, dal sempre presente “peccato originale” che ci fa credere di poter essere autosufficienti…. Si può essere più facilmente miti se impariamo a fare le nostre cose con maggior calma, prendendoci sempre il tempo che ci occorre, secondo la nostra natura (limitata) di esseri umani; e senza lasciarsi affascinare da “carrierismi” inutili, o poteri o ricchezze che vadano oltre ai nostri bisogni più semplici e necessari.

Cosa sarà mai quel Regno dei Cieli nel quale “il più piccolo” è più grande del Battista che, a sua volta, è il più grande “fra i nati da donna”?… 😮   L’amore di Dio ci avvolge e, ancor più, ci pervade al punto che noi siamo invasi completamente da Lui dandoci la “pienezza” di vita alla quale tutti, anche inconsciamente, aspiriamo; non noi, quindi, ma Lui in noi, che ci rende candidi, trasparenti…, che ci affranca da ogni bisogno e ci tiene alla Sua Luce, una Luce candida e forte, ma non abbagliante, ma, anzi, avvolgente e sicura, stabile e definitiva!…

La Terza Domenica di Avvento è, appunto, la “domenica della gioia”: la gioia che dovrebbe accompagnare ogni nostra cosa, anche quelle meno belle, anche le prove…. La gioia che scaturisce dalla duplice consapevolezza che, pur essendo peccatori, siamo anche amati. Caro Giovanni, provato dalla prigionia (e forse dalla paura…), vuoi la conferma che non hai predicato invano?… tornate da lui e ditegli che “i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo.”… :-)

Tu, Signore, non permetterai che io mi perda; mi prenderai per mano, mi spiegherai cos’è la Vita, mi accompagnerai nel travaglio e mi chiamerai per farmi nascere a Vita Nuova nel tuo Regno, dove, con te e con i miei fratelli, sarò nella “pienezza”, nella Tua indescrivibile “pienezza”, per sempre!… <3

Franco