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Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo – 29 Giugno 2014

140629 Solennità dei Santi Apostoli Pietro e PaoloSono questi i Santi Apostoli che nella vita terrena hanno fecondato con il loro sangue la Chiesa: hanno bevuto il calice del Signore e sono diventati amici di Dio.

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/solennita-dei-santi-apostoli-pietro-e-paolo/

Prima Lettura:

Il re Erode Agrippa fa uccidere l’Apostolo Giacomo e imprigionare Pietro. Per la preghiera della Chiesa, Pietro è liberato dal carcere.

dagli Atti degli Apostoli (12,1-11) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PWH.HTM

Seconda Lettura:

Alla sera della sua vita Paolo attende con fiducia la sua ricompensa che riceverà dal Signore.

dalla Seconda Lettera di San Paolo Apostolo a Timòteo (4,6-8.17-18) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PZ8.HTM

Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.

Vangelo:

La missione che Gesù affida a Pietro è descritta mediante i simboli della “pietra” (fondamento di ogni costruzione), della “chiavi” (simbolo dell’autorità) e del “legare e sciogliere” (cioè la responsabilità del decidere).

dal Vangelo secondo Matteo (16,13-19) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PU4.HTM

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Cari amici,

in questa Solennità “romana”, la Chiesa ci propone, tra gli altri, un brano della seconda lettera che Paolo scrisse a Timòteo, un brano intriso di consapevolezza, di commozione, di amicizia e, soprattutto, di Fede!… Righe scritte ad un amico in un momento difficile (quello che precede la morte…), che ci testimoniano ancora la grande fiducia (la grande Fede) che Paolo aveva in Dio; e questa Fede viene espressa come un bilancio della propria vita spesa, per volontà stessa di Dio, prima in un ambito culturale molto ricco ed aperto come quello ellenista, e poi, dopo esser caduto da cavallo, in un ambito missionario cristiano che lo portò fino a Roma!…

Lui, che aveva fondato numerose Chiese (comunità cristiane) tra le popolazioni mediterranee anche tra le più acculturate e forti e che era visto da tutti come un riferimento saldo per la Fede in Gesù Cristo, riconosce alla potenza vivificante di Dio ogni sua opera; dice infatti: “… Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché per mio mezzo si compisse la proclamazione del messaggio e potessero sentirlo tutti i Gentili: …”. Strumento nelle mani di Dio, lui riconosce che senza il costante sostegno del Signore non avrebbe potuto far nulla di tutto ciò che ha fatto; lui, quindi, rende gloria a Dio e non a se stesso!… Anche e, forse, soprattutto da qui, possiamo riconoscere l’importanza della vita missionaria di Paolo!…

E poi quella frase nella quale è riassunta tutta la nostra Speranza di cristiani: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.”!… Beati noi se al termine della nostra “corsa” potremo dire, secondo Coscienza!…, la stessa cosa!…

In un mondo che ha ormai l’abitudine a sdoganare tutto con estrema facilità, con un’etichetta di una “libertà” non meglio definita e senza riferimenti, combattere la buona battaglia e conservare la Fede è innanzitutto guardare a noi stessi cercando di far aderire la nostra vita al Vangelo perché possa essere viatico per la nostra salvezza e perché possa dare una buona testimonianza di vita al nostro prossimo, evitando di scoraggiarci dinanzi agli inevitabili errori e ripartendo ogni volta, ogni giorno, fidandosi di Dio.

E, non meno importante, nel brano del Vangelo troviamo la fondazione della Chiesa proclamata da Gesù stesso in un momento altissimo che potremmo forse definire di gioia divina!… La stessa Chiesa che oggi è combattuta, più o meno apertamente, da molte parti, persino interne!… La stessa Chiesa che pur nella quotidiana e feroce “contesa” del mondo, non potrà mai essere abbattuta dalle multiformi potenze degli inferi!… La stessa Chiesa nella quale, per grazia di Dio, sono cresciuto per vivere ora una vita cristiana, proiettata nel materno ed infinito cuore di Dio!… :-)

Franco