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Seconda Domenica di Avvento – 9 Dicembre 2012

La liturgia odierna ci invita alla confidenza in Dio che libera il suo popolo dalla schiavitù, e alla confidenza in Cristo che ci libera dall’egoismo, facendoci superare ogni difficoltà.

 

Commento:

http://www.stpauls.it/domenica/1203do/1203dohp.htm#com

Prima Lettura:

Due secoli prima di Cristo, il poeta e profeta Baruc canta la speranza di tutto un popolo: alla miseria ed alla schiavitù succederanno la bontà e la libertà, all’umiliazione e alla tristezza, la gioia.

dal Libro del Profeta Baruc (5,1-9) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PQ2.HTM

Seconda Lettura:

Paolo si rallegra dei progressi dei suoi fratelli nella carità e domanda a loro e a noi di essere accorti ed efficaci per il giorno di Cristo.

dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Filippési (1,4-6.8-11) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PYJ.HTM

Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Vangelo:

Giovanni Battista riceve la missione di invitare i suoi contemporanei a capire l’importanza dell’avvento del Messia: il Vangelo deve avere subito una risposta. La salvezza viene offerta ad ogni uomo da Dio in Cristo Gesù.

dal Vangelo secondo Luca (3,1-6) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PUZ.HTM

Prega con il Vangelo:

http://www.stpauls.it/domenica/1203do/1203dohp.htm#pre

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Cari amici,

fresco di V Pellegrinaggio e di III Incontro (dei quali vi parlerò fra qualche giorno), mi trovo davanti a questo passo di Vangelo molto circostanziato anche per quanto riguarda l’inquadramento del momento storico, come se l’Evangelista avesse voluto sottolineare l’importanza anche del quando certe cose sono accadute, ed è, infatti, così.

In quel particolare momento della storia (di Israele, ma non solo) “la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto”. Giovanni, l’uomo del quale Gesù disse che nessun altro uomo era più grande di lui, era nel deserto, probabilmente spinto da una ricerca…, dalla necessità di un silenzio che, anche allora, era necessario cercare lontano dalle continue faccende del mondo…. Quando siamo costretti a fermarci, magari per una malattia (come nel mio caso…), quando ci chiudiamo nella nostra stanza per leggere la parola di Dio e meditarla, quando ci fermiamo in chiesa qualche minuto per far riposare la mente e il cuore davanti al Santissimo Sacramento…, abbiamo la grazia di un “deserto” che, se lo vogliamo davvero, ci arricchisce.

Persino Gesù si ritirava in disparte per pregare. Mi piace pensare che ci siano molti modi per pregare; davanti a persone che fanno della preghiera un elemento essenziale di ogni loro giorno, mi sento piccolo e capisco che alle mie fondamenta manca un pilastro essenziale e che tutto ciò che faccio è più fragile di quello che potrebbe essere…. Ecco perché mi piace pensare, e spero che sia così…, che ci siano molti modi per pregare…, magari anche curando questo sito….

Il deserto, poi, non ha sentieri tortuosi, non ha burroni, non ha monti; si lascia modellare dal vento, diventando un “mare” nel quale tutti possono guardare verso tutti. Se pensiamo a quante cose, anche e soprattutto piccole, hanno sporcato e sporcano ancora le nostre relazioni con gli altri!… ci accorgiamo che solo attraversando i nostri deserti, quando ogni architettura svanisce, quando si sente il sussurro di Dio, quando noi siamo solo noi, senza titoli e posizioni, …, possiamo perdonare e ripartire con il giogo leggero di Gesù (Matteo 11,28-29: http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PTZ.HTM ). E sboccia un sorriso… :-)

Franco