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Santissimo Corpo e Sangue di Cristo – 7 Giugno 2015

150607 Santissimo Corpo e Sangue di CristoDal sacrificio al dono della vita – La cura con cui Gesù prepara la celebrazione della sua ultima Pasqua indica la consapevolezza che Egli ha di portare a compimento, con il dono del suo corpo e del suo sangue, l’opera pasquale della nostra salvezza. Per tutto questo noi rendiamo grazie e Dio.

 

 

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/santissimo-corpo-e-sangue-di-cristo-2015-b/

Prima Lettura:

Ai piedi del Monte Sinai il popolo d’Israele strinse solennemente l’alleanza con Dio, impegnandosi ad osservare con totale fedeltà i Comandamenti del Signore. Il sangue sparso sull’altare e sul popolo è figura del Sangue di Cristo nostro Salvatore.

dal Libro dell’Esodo (24,3-8) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P22.HTM

Seconda Lettura:

Il Sangue di Cristo che si è immolato sulla croce una volta per sempre, elimina l’ostacolo all’incontro con Dio, cioè il peccato, che l’antico rituale ebraico non era in grado di togliere.

dalla Lettera agli Ebrei (9,11-15) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PZL.HTM

SEQUENZA:

Ecco il Pane degli Angeli, / Pane dei pellegrini, / vero Pane dei Figli: / non dev’essere gettato. / Con i simboli è annunziato, / in Isacco dato a morte, / nell’agnello della Pasqua, / nella manna data ai padri. / Buon pastore, vero Pane, / o Gesù, pietà di noi: / nutrici e difendici, / portaci ai beni eterni / nella terra dei Viventi. / Tu che tutto sai e puoi, / che ci nutri sulla terra, / conduci i tuoi fratelli / alla tavola del Cielo / nella gioia dei tuoi Santi. —

Io sono il Pane Vivo disceso dal Cielo, dice il Signore, se uno mangia di questo Pane vivrà in eterno.

Vangelo:

Durante la Cena pasquale, Gesù istituisce l’Eucaristia nella quale si offre vittima per i peccati del mondo, stabilendo così la Nuova Alleanza di Dio con l’umanità.

dal Vangelo secondo Marco (14,12-16.22-26) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PUU.HTM

“Capaci di svegliare il mondo”:

7 Giugno – Sant’Antonio Maria Gianelli: Nacque il 12 aprile 1789 a Cereta (Genova) e da giovanissimo sacerdote si rivelò un eccellente predicatore. Divenne vescovo di Bobbio nel 1838. Aveva grandi capacità di governo e fu un pastore intraprendente: per favorire l’azione pastorale, aveva redatto un vero e proprio “stato d’anime”. Istituì le Figlie di Maria SS. dell’Orto (le Gianelline, http://www.gianelline.net/ ) e i Missionari di Sant’Alfonso. Morì il 7 giugno 1846. Fu beatificato da Pio XI nel 1925 e canonizzato da Pio XII nel 1951.  Luigi Giovannini, ssp

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Cari amici,

la Solennità del Corpus Domini chiude il periodo delle domeniche “post-pasquali” per poi “riconsegnarci” al cosiddetto Tempo Ordinario. E per il cammino di tutti i giorni, Gesù ci dona il suo Corpo ed il suo Sangue, nell’istituzione dell’Eucaristia!

E questo è un dono che Gesù preannuncia per aiutarci a credere nella sua salvezza: “In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo” (Giovanni 6,32-33). E ancora: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.” (Giovanni 6,35). E ancora: “In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Giovanni 6,47-51). E ancora: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno.” (Giovanni 6,53-58).

Ma anche noi come i Giudei diciamo: “Come può costui darci la sua carne da mangiare?” (Giovanni 6,52), ed anche noi come molti dei suoi discepoli, diciamo: “Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?” (Giovanni 6,60). Ed anche noi facciamo come molti dei suoi discepoli che “si tirarono indietro e non andavano più con lui.” (Giovanni 6,66)!…

Qualche volta ho sentito dire, di un bambino piccolo: “Me lo mangerei per quant’è bello!…”. Forse la teologia di tutto quello che abbiamo letto nel Vangelo di Giovanni può essere riassunta in questa piccola frase: se riuscissimo a vedere la bellezza di Gesù, il Dio fatto uomo, il Dio con noi, …, ce lo mangeremmo!… perché nessun’anima vivente nei corpi degli uomini può fare a meno di nutrirsi col Cibo che le compete, col Cibo dello Spirito: se non ci si nutre si muore e noi non siamo fatti solo di corpo!…

Torniamo al Vangelo!… Torniamo alla Confessione!… Torniamo all’Eucaristia!…

Franco