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L’Anno della Fede

Cari amici, con la Lettera apostolica Porta fidei [1]dell’11 ottobre 2011, il Santo Padre Benedetto XVI ha indetto un Anno della fede. Esso ha inizio oggi, 11 ottobre 2012, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II [2], e terminerà il 24 novembre 2013, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo (rif. http://www.annusfidei.va/content/novaevangelizatio/it/annus-fidei/indicazioni-pastorali-per-l-anno-della-fede.html ).

 

L’inizio dell’Anno della fede coincide con il ricordo riconoscente di due grandi eventi che hanno segnato il volto della Chiesa ai nostri giorni: il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, voluto dal beato Giovanni XXIII (11 ottobre 1962), e il ventesimo anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica [3], offerto alla Chiesa dal beato Giovanni Paolo II (11 ottobre 1992).

L’Anno della fede vuol contribuire ad una rinnovata conversione al Signore Gesù e alla riscoperta della fede, affinché tutti i membri della Chiesa [ndr: e noi lo siamo!…] siano testimoni credibili e gioiosi del Signore risorto nel mondo di oggi, capaci di indicare alle tante persone in ricerca la “porta della fede”. Questa “porta” spalanca lo sguardo dell’uomo su Gesù Cristo, presente in mezzo a noi «tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20). Egli ci mostra come «l’arte del vivere» si impara «in un intenso rapporto con lui». «Con il suo amore, Gesù Cristo attira a sé gli uomini di ogni generazione: in ogni tempo Egli convoca la Chiesa affidandole l’annuncio del Vangelo, con un mandato che è sempre nuovo. Per questo anche oggi è necessario un più convinto impegno ecclesiale a favore di una nuova evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede».

[1] http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/motu_proprio/documents/hf_ben-xvi_motu-proprio_20111011_porta-fidei_it.html

[2] http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/index_it.htm

[3] http://www.vatican.va/archive/ccc_it/ccc-it_index_it.html

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Cari amici, parlando di fede mi torna alla mente la “ricerca” di Abramo e la sua incrollabile fede. Tre capoversi del Catechismo della Chiesa Cattolica ne descrivono brevemente, ma completamente il suo affascinante profilo al quale tutti dovremmo ispirarci nelle nostre cose quotidiane:

145 La lettera agli Ebrei, nel solenne elogio della fede degli antenati, insiste particolarmente sulla fede di Abramo: « Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava » (Eb 11,8). 172 Per fede soggiornò come straniero e pellegrino nella Terra promessa. 173 Per fede Sara ricevette la possibilità di concepire il figlio della Promessa. Per fede, infine, Abramo offrì in sacrificio il suo unico figlio. 174

146 Abramo realizza così la definizione della fede data dalla lettera agli Ebrei: « La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono » (Eb 11,1). « Abramo ebbe fede in Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia » (Rm 4,3). 175 « Forte in [questa] fede » (Rm 4,20), Abramo è diventato « padre di tutti quelli che credono » (Rm 4,11.18). 176

147 Di questa fede, l’Antico Testamento è ricco di testimonianze. La lettera agli Ebrei fa l’elogio della fede esemplare degli antichi che « ricevettero » per essa « una buona testimonianza » (Eb 11,2.39). Tuttavia « Dio aveva in vista qualcosa di meglio per noi »: la grazia di credere nel suo Figlio Gesù, « autore e perfezionatore della fede » (Eb 11,40; 12,2).

Gloria a Dio nell’Alto dei Cieli e Pace in Terra agli uomini e alle donne di Buona Volontà!… :-)

Franco