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IV Domenica di Pasqua – 26 Aprile 2015

150426 IV Domenica di PasquaÈ la domenica del Buon Pastore. Gesù si dichiara “il buon pastore delle pecore”. Oggi siamo noi le pecore che Gesù guida con la sua Parola e nutre con i doni del Pane e del Vino, da Lui offerti in ogni Eucaristia cui partecipiamo. – Oggi si celebra la 52ma Giornata di preghiera per le vocazioni. Tema: “Vocazioni e santità: toccati dalla Bellezza”.

 

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/iv-domenica-di-pasqua-2015-b/

Prima Lettura:

Pietro, che ha appena guarito uno storpio, risponde ai suoi accusatori che questo miracolo è stato compiuto nel nome di Gesù Cristo. Solo nel Cristo risorto c’è speranza per l’umanità.

dagli Atti degli Apostoli (4,8-12) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PW9.HTM

Seconda Lettura:

Grazie al Battesimo, siamo innestati nella Pasqua di Cristo, moriamo al peccato e rinasciamo a vita nuova, diventiamo davvero Figli di Dio ed eredi della gloria del Padre Celeste.

dalla Prima Lettera di San Giovanni Apostolo (3,1-2) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P105.HTM

Io sono il buon pastore, dice il Signore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.

Vangelo:

Gesù è il vero pastore. Egli conosce le pecore per nome una per una e per loro è disposto a dare la vita.

dal Vangelo secondo Giovanni (10,11-18) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PVU.HTM

“Capaci di svegliare il mondo”:

29 aprile – Santa Caterina da Siena: nata nel 1347, si consacrò al Signore come terziaria domenicana (http://it.cathopedia.org/wiki/Fraternit%C3%A0_Laica_di_San_Domenico ). Imparò a leggere e scrivere tardi, ma la sua stanzetta era un vero cenacolo di religiosi e dotti, ai quali dettò celebri scritti di dottrina spirituale e lettere a papi e re, a casalinghe e detenuti. Si recò ad Avignone per invitare il papa, che tornò a Roma nel 1377. Morì a soli 33 anni. Venne canonizzata nel 1461 da Pio II. Nel 1939 Pio XII la dichiarò patrona d’Italia con san Francesco. Papa San Giovanni Paolo II la proclamò nel 1999 conpatrona d’Europa.   Luigi Giovannini, ssp

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Cari amici,

nella Prima Lettura che oggi la Chiesa ci propone, leggiamo di una testimonianza fortissima, lucida e coraggiosa di Pietro dinanzi ai Sacerdoti ed al popolo di Israele!… Pietro, e gli altri Apostoli ormai pieni di Spirito Santo, hanno una Fede talmente salda da superare ogni ostacolo umano, come la paura ad esempio. Gesù è stato crocifisso non da molto e loro rischiano la loro vita per dare testimonianza della Sua risurrezione e della Sua potenza, dimostrata agli Ebrei – ed a noi – nella guarigione dell’infermità di un uomo. Solo lo Spirito Santo può trasformare un semplice uomo in un Testimone e Taumaturgo come Pietro!…

Ma anche noi possiamo crescere nella Fede. Molte volte crediamo che la Fede sia un dono particolare, concesso solo a persone particolari, i Santi ad esempio, ma non è così: tutti, senza alcuna distinzione, riceviamo la chiamata di Dio ed il dono della Fede. In occasione del Battesimo di mia figlio Matteo, il sacerdote – don Roberto – ci disse che “al negozio di Dio non si vendono frutti, ma soltanto semi”; lui, con questa immagine, voleva dirci che Dio ci offre i suoi doni, ma che chiede anche sempre la nostra collaborazione. Anche per la Fede è così: noi riceviamo da Dio il dono del “seme della Fede” ed a noi sono chieste due cose: accettare il dono, prima e necessaria condizione, e coltivare il seme, perché cresca e produca frutto.

E come si fa a coltivare il “seme della Fede”?… La prima cosa è la conoscenza di Gesù attraverso la lettura e la meditazione del Suo Vangelo; si può infatti avere Fede, amare, qualcosa o qualcuno che non si conosce?… Oggi questo è il primo ostacolo: si legge di tutto, si parla di tutto, ma quando il discorso “scivola” su questi temi… l’imbarazzo è palpabile…. Ci siamo disabituati a parlare di Dio…. Noi cristiani occidentali di oggi abbiamo bisogno di recuperare quel senso di trascendenza che ci appartiene intimamente e che abbiamo perduto tra le frette dei giorni che si rincorrono impetuosi….

Franco