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IV Domenica di Avvento – 20 Dicembre 2015

151220 IV Domenica di AvventoÈ già adesso che la Buona Novella ci è annunciata. Maria porta nel suo grembo colui che ci salverà. Cristo dice al Padre: “Ecco, io vengo per fare la tua volontà”. Elisabetta saluta in Maria il Salvatore ancora nascosto agli occhi del mondo.

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/iv-domenica-di-avvento-c/

Prima Lettura:

Da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele.

dal Libro del profeta Michèa (5,1-4a) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PSU.HTM

Seconda Lettura:

Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà.

dalla Lettera di San Paolo Apostolo agli Ebrei (10,5-10) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PZM.HTM

Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola.

Vangelo:

A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

dal Vangelo secondo Luca (1,39-45) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PUX.HTM

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Cari amici,

già nell’VIII Secolo a.C. il Profeta Michea annuncia con straordinaria precisione quello che sarebbe accaduto poi per la nascita del Messia: “E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.” (Michea 5,1)   ed all’apparire della Stella ed all’arrivo dei Magi, Erode il Grande, Re della Giudea, ebbe così timore di quella profezia da ordinare quella che oggi viene ricordata come la “Strage degli Innocenti” (http://it.cathopedia.org/wiki/Strage_degli_Innocenti).

Ma quello che oggi più colpisce nelle Letture, nel Vangelo in particolare, è la tenerezza della giovane Maria che, pur in stato interessante, non esita a partire per andare a trovare e ad aiutare l’anziana Elisabetta anch’essa in attesa di un bimbo, ma di sei mesi più avanti di lei nella gravidanza. Maria “vede” Elisabetta, la “vede” come persona bisognosa di attenzione e di cure, e va, senza farsi tanti problemi: si affida a Dio e va!… E Maria da quell’ “andare” diventa la Mamma che si prende cura di tutti, anche di quelli che credono di essere autosufficienti e di non aver bisogno di nulla e di nessuno…, Dio compreso!…

Partire…. Le Sacre Scritture sono piene di questo verbo; penso ad Abramo: “Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran.” (Genesi 12,4). Abram si “arrende” alla Parola di Dio: lascia le sue certezze per i pericoli che un viaggio del genere poteva riservare, per partire alla volta di un paese che non conosce; e lo fa quando aveva già ben 75 anni!… La Fede è partire alla volta dell’imperscrutabile Volontà di Dio!… e su ognuno di noi c’è un piano di salvezza e tutti siamo chiamati a partire, a muoverci dalla nostra condizione.

La Fede dunque è movimento: movimento spirituale che nasce dal sano atteggiamento di non credersi mai già “a posto” (Padre Pio diceva: “Voglio essere soltanto un povero frate che prega… Dio vede le macchie anche negli angeli, figuriamoci in me!” !!!…) e movimento fisico quando la Fede finisce inevitabilmente per tradursi in opere, anche per chi pensa di non avere proprio nulla da dare (Madre Teresa diceva: “Quanto meno abbiamo, più diamo. Sembra assurdo, però questa è la logica dell’amore.”).

Vangelo in spalla, quindi!… e andiamo!… La pigrizia, spirituale e fisica, non si addice ad un cristiano!… :-)

Franco