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apr
06

III Domenica di Quaresima – 8 Marzo 2015

150308 III Domenica di QuaresimaDavanti ai nostri cuori sono posti i comandamenti di Dio: facciamo il nostro esame di coscienza per vedere come ci comportiamo con Dio e con i fratelli. Ricordiamo che digiuno, preghiera e carità sono i segni della nostra conversione quaresimale.

 

 

Commento:

http://la-domenica.it/iii-domenica-di-quaresima-b/

Prima Lettura:

Siamo di fronte al Decalogo (“dieci parole”), che costituisce la magna charta della religione ebraica e che è stata accolta da Gesù stesso. “Dieci Parole” per vivere in armonia con Dio e con il prossimo.

dal Libro dell’Esodo (20,1-17) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P1Y.HTM

Seconda Lettura:

L’Apostolo Paolo presenta in concreto il mistero della “croce”, che è il nucleo centrale di tutta la fede cristiana.

dalla Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corìnzi (1,22-25) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PXE.HTM

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito; chiunque crede in Lui ha la Vita Eterna.

Vangelo:

Gesù scaccia i venditori dal Tempio. Da luogo di preghiera è diventato un mercato. Gesù, vero tempio del Dio vivente nella sua santa umanità, si è manifestato nell’umiltà e nello scandalo della croce.sarà distrutto nella morte, ma poi risorgerà.

dal Vangelo secondo Giovanni (2,13-25) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PVM.HTM

Seguiamo i Testimoni luminosi:

Giovanni Scarpitti – Nelle crisi delle istituzioni fondate sulla fede, vane sono le esortazioni alla ripresa del rispetto dei dettami del nostro credo se esse non si nutrono di modelli reali e operosi. Ecco perché è insostituibile la funzione di una testimonianza di vita cristiana quale quella di Giovanni Scarpitti (1886-1967), brillante docente universitario, scienziato e filosofo. Fu padre affettuoso, che dal figlio trovò conferma per la sua conversione e al figlio dedicò tutto il suo credo e l’intera vita, e marito amorevole, che pur nelle afflizioni fisiche testimoniò una salda fede e infinita gioia di vivere. Scriveva: “Il rimedio alle umane sofferenze è il rifugio nella verità e carità di Cristo” (Il mistero del dolore). Cristina Santacroce stefanolarici@alice.it

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Cari amici,

grande è lo Spirito Santo che sa sorprenderci come nessun altro!… Le Letture di oggi sono ricche di spunti di riflessione; la Prima in particolare riporta le “Dieci Parole” di Dio date a Mosè, delle quali molto s’è parlato nel Dicembre scorso (http://www.comunitachiarini.org/i-dieci-comandamenti-di-benigni-15-16-dicembre-2014 ), ma la mia attenzione è caduta sull’ultima frase del Vangelo: “… Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.”. Chi, infatti, se non il Creatore può conoscere la (sua) Creatura e cosa vi è in essa?…

Mi tornano alla mente le parole dell’amato Papa Giovanni Paolo II pronunciate nell’Omelia per l’inizio del suo Pontificato il 22 Ottobre 1978: “… Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà! Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l’uomo e l’umanità intera! Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa ‘cosa è dentro l’uomo’. Solo lui lo sa! Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna. Proprio oggi la Chiesa intera celebra la sua ‘Giornata Missionaria Mondiale’, prega, cioè, medita, agisce perché le parole di vita del Cristo giungano a tutti gli uomini e siano da essi accolte come messaggio di speranza, di salvezza, di liberazione totale. …” (http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1978/documents/hf_jp-ii_spe_19781022_inizio-pontificato.html ).

San Giovanni Paolo II “intitolava” il suo Pontificato con anche queste parole, sottolineando la necessità di rivolgersi fiduciosi a Gesù consci del fatto che solo Lui sa cosa c’è dentro di noi!… Noi possiamo e dobbiamo guardarci dentro, ma mai dovremo pensare di sapere da noi stessi cosa c’è dentro di noi!… Affidiamoci quindi alla sua “salvatrice potestà”, imparando a conoscerlo attraverso le Scritture ed avvicinandoci a Lui ed alla sua Chiesa (la Comunità dei Credenti in Cristo) nella Santa Messa, nella Confessione e nell’Eucaristia. Il tempo quaresimale è particolarmente propizio, ma ogni giorno è buono per rialzarci e ripartire! Coraggio quindi!… Vangelo in spalla!… :-)

Franco