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III Domenica di Quaresima – 28 Febbraio 2016

160228 III Domenica di QuaresimaOgni domenica è un’occasione preziosa per una lettura cristiana della Bibbia. Perché non giudicare gli avvenimenti della vita quotidiana – disastri, terremoti, crisi – alla luce della Parola di Dio? Chiediamo a dio la Sapienza del cuore e così daremo vigore ai segni concreti della nostra conversione in questo tempo di Quaresima.

 

 

 

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/iii-domenica-di-quaresima-2016/

Prima Lettura:

Sul Monte Oreb a Mosè appare Dio in un roveto che arde senza consumarsi. Gli confida il suo nome e gli affida la missione di liberare il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto.

dal Libro dell’Esodo (3,1-8a.13-15) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P1H.HTM

Seconda Lettura:

San Paolo ci aiuta in modo originale a leggere le parole dell’Antico Testamento: la storia della salvezza si svolge in riferimento a Gesù Cristo e in riferimento a noi che dobbiamo convertirci.

dalla Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corìnzi (10,1-6.10-12) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PXN.HTM

Convertitevi, dice il Signore, il Regno dei Cieli è vicino.

Vangelo:

Il forte appello di Gesù alla conversione è collegato dall’Evangelista Luca con due fatti particolari di cronaca, che suggeriscono a noi l’importanza di saper leggere in ogni evento i segni dei tempi.

dal Vangelo secondo Luca (13,1-9) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PV9.HTM

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Cari amici,

le letture di oggi ci danno modo di riflettere bene sulla realtà della nostra vita terrena. San Paolo ci parla dicendoci che noi siamo quelli “per i quali è arrivata la fine dei tempi” e Gesù fa riferimento ad eventi luttuosi della cronaca di quegli anni, l’uccisione da parte dei Romani di alcuni Galilei ed il crollo di una torre che provocò la morte di 18 persone. Dalla Fede in Gesù, dalla sua Parola, noi sappiamo che il nostro viaggio non inizia e non finisce qui sulla terra, ma che da Dio veniamo ed a Dio dovremo tornare: un passaggio, quello terreno, il cui senso sfugge alla nostra capacità di comprensione.

San Paolo ci dice che noi siamo quelli “per i quali è arrivata la fine dei tempi”: è una frase, questa, che dà l’impressione di essere una profezia dell’imminenza della fine del mondo, ma…, ora che sono passati duemila anni dal pronunciamento di quella frase, abbiamo ormai la prova che quella “profezia” era errata?… No…, io credo che non si tratti di una profezia, ma di una semplice constatazione che deriva dalla Fede in Gesù: Gesù è venuto tra noi per compiere la volontà del Padre e, nella sua Passione, Morte e Risurrezione, per stringere la Nuova ed Eterna Alleanza, riaprendoci la strada del Paradiso. Null’altro deve accadere quindi perché ora “Tutto è compiuto!” (Giovanni 19,30) ed è constatando questo che San Paolo ci dice che noi siamo quelli “per i quali è arrivata la fine dei tempi”.

I fatti luttuosi di cronaca ai quali fa riferimento Gesù, accadono, ahimè…, anche oggi; in forme e dimensioni diverse, in contesti diversi, ma accadono ancora…. E non mi riferisco solo agli eventi luttuosi che fanno notizia e dei quali, ahimè…, sono pieni i giornali, ma anche a quelli che accadono a tanti di noi senza clamore mediatico come, ad esempio, l’epilogo di una malattia o un malore improvviso…. Io ne so qualcosa…: uscire di casa dicendo ai ragazzi “torno fra 50 minuti” e rientrare poi a casa, per Grazia di Dio!…, dopo 40 giorni!… (quello che ho sempre considerato il mio… “deserto”…).

Gesù ci invita a prendere atto della caducità della vita terrena, ma non per averne paura!… Lui lo fa per spingerci ad andare oltre le cose terrene, ad alzare lo sguardo verso un orizzonte più ampio per riscoprire la nostra vera natura di Figli di Dio e per guardare con Fede alla nostra Vita, ora e, poi, nel seno stesso di Dio!… per dare un senso pieno alla nostra esistenza!… o vogliamo invece accontentarci solo delle “briciole terrene”?… Quando mi ritiro a pregare ed a scrivere come in questo momento, inizio sempre con l’invocare lo Spirito Santo e l’ultima terzina del “Vieni, Santo Spirito!” recita così: “Dona virtù e premio [durante la vita terrena], dona morte santa [nell’ora del trapasso], dona gioia eterna [per sempre, poi, nel seno stesso di Dio]” :-)

Franco