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III Domenica di Avvento – 14 Dicembre 2014

141214 III Domenica di AvventoQuesta domenica più delle altre ci richiama alla gioia dell’attesa: la gioia della nascita del Salvatore che si avvicina ai più poveri, ai più assetati di speranza, di felicità, di tenerezza. Partiamo dalle piccole gioie della vita quotidiana, per dare e ricevere gioia.

 

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/iii-domenica-di-avvento-b/

Prima Lettura:

Il Profeta vede nel futuro un inviato di Dio sul quale riposa lo Spirito del Signore per inaugurare un tempo di grazia e portare il lieto annuncio ai miseri. Nella sinagoga di Nazareth, Gesù proclamerà il compimento di questa profezia.

dal Libro del Profeta Isaìa (61,1-2.10-11) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PO7.HTM

Seconda Lettura:

L’Apostolo Paolo invita a rimanere nella gioia che lo Spirito ha effuso nei nostri cuori. Da essa hanno origine la gratitudine verso Dio e la pace con i fratelli.

dalla Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Tessalonicési (5,16-24) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PYV.HTM

Lo spirito del Signore Dio è sopra di me, mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.

Vangelo:

Giovanni il Battista non era la luce, come forse qualcuno allora pensava. La luce è soltanto Cristo, il Battista ne è il testimone. Ai sacerdoti e ai leviti, mandati a interrogarlo, Giovanni risponde che egli è soltanto colui che apre la strada al Messia che viene.

dal Vangelo secondo Giovanni (1,6-8.19-28) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PVL.HTM

per “svegliare il mondo”:

15 dicembre – Santa Maria Crocifissa Di Rosa – Paola di Rosa nacque nel 1813 a Brescia. Orfana di madre a 11 anni, si affidò a Maria SS.ma e a 19 anni diresse una settantina di operaie nella filanda paterna ad Acquafredda (Mantova). Dopo altri apostolati di carattere sociale, assunse il nome di Maria Crocifissa e fondò le Ancelle della Carità per curare i malati negli ospedali (http://www.ancelledellacarita.it/sito/index.asp ). L’Istituto si diffuse rapidamente e svolge tuttora intensa attività. Morì nel 1855 e fu canonizzata da Pio XII nel 1954. – Luigi Giovannini ssp

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Cari amici,

il tema della gioia è il tema che la Chiesa ci propone in ogni Terza Domenica di Avvento. Ma quale gioia?… Questo tema ci riconduce inevitabilmente al tema della Fede che è come un seme (donato da Dio) e che, come tale, deve essere piantato ed accudito ogni giorno perché da esso si sviluppi una pianta diritta e forte. Un dono, quindi, che ha bisogno non solo della nostra disponibilità ad essere accettato, ma anche della nostra disponibilità ad averne cura quotidiana, attraverso la Parola di Dio, l’Eucaristia e la Carità.

Chi crede veramente che Gesù è il Figlio di Dio venuto per liberarci definitivamente dalla schiavitù del peccato e della morte, allora, trovandosi di fronte alla certa speranza di germogliare un giorno alla vera Vita, alla Vita in Dio che non ha fine, non potrà che vivere di gioia anche nelle “piccole” prove della vita attuale durante il pellegrinaggio terreno. Questo ci insegna San Pietro proprio all’inizio della sua Prima Lettera: “… Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un po’ afflitti da varie prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell’oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo: voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime. …” (1 Pietro 1.6-9).

La Fede, dunque, espande la gioia della Vita Eterna anche sui nostri giorni terreni, rendendoci chiaro che stiamo già vivendo la Vita Eterna. Nella miniserie televisiva “Sant’Agostino”, Monica si rivolge al figlio Agostino con queste parole: “Non c’è nulla di cui avere paura, figlio mio!… Senti che silenzio?… La nostra vita è solo un guscio, fragile, provvisorio, ma dentro di noi vive già qualcosa che non è fragile, che non è provvisorio. Stiamo già vivendo una Vita Eterna, figlio mio!…” (guardate questo filmato dal minuto 54:40 al minuto 57:10):

Gesù, ti prego, non lasciare inascoltata la mia preghiera: insegnami ad avere più Fede!… fammi essere meno “capoccione” – come mi apostrofa amorevolmente un uomo di Carità e mio carissimo confessore di Ostia… – e sarò nella gioia già ora qui, in questo pellegrinaggio terreno!… Gesù, ti prego!… prendimi per mano e fai tu!…

Franco