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feb
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II Domenica dopo Natale – 4 Gennaio 2015

150104 II Domenica dopo NataleLa seconda Domenica dopo Natale fa da ponte tra la Solennità del Natale e l’Epifania. Il richiamo va subito alla luce, simbolo della rivelazione che Cristo fa al mondo: “Rivèlati, o Dio, a tutti i popoli nello splendore della tua verità”.

 

 

Commento:

http://la-domenica.it/ii-domenica-dopo-natale-2015-b/

Prima Lettura:

I sapienti di Israele avevano presagito il cammino della Sapienza di Dio che avrebbe fissato la sua dimora in mezzo agli uomini.

dal Libro del Siràcide (24,1-2.8-12) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PLR.HTM

Seconda Lettura:

San Paolo ci ricorda che il fine ultimo del progetto di Dio è quello di fare di noi i suoi “figli adottivi”. Questo dono meraviglioso ci è stato offerto in Gesù Cristo.

dalla Lettera di San Paolo Apostolo agli Efesìni (1,3-6.15-18) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PYD.HTM

Gloria a te, o Cristo, annunciato a tutte le genti; gloria a te, o cristo, creduto nel mondo.

Vangelo:

E’ necessario che tutti gli uomini accolgano il Figlio unigenito di Dio, si aprano alla sua luce nella fede e non si chiudano in un rifiuto. A chi l’accoglie, Gesù dà il potere di diventare figlio di Dio.

dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-18) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PVL.HTM

Seguiamo i Testimoni Luminosi:

Mons. Alessandro Vitetti (http://www.cristorecariati.it/beatificazione_don_vitetti.html ) – Fra le tante esperienze del suo ministero sacerdotale, fondamentale nella sua vita, fu l’esperienza indiretta dei lavori assembleari del Concilio Vaticano II quale assistente di Mons. Orazio Semeraro, suo Vescovo. E’ noto infatti che il Concilio Vaticano II fu per tutti i fedeli una nuova alba della Chiesa Cattolica. Specialmente per chi come padre Vitetti (1915 – 1995) aveva da sempre e con sensibilità colto le necessità di una società in trasformazione, desiderosa di ritornare all’interiorità di fronte allo sviluppo materialistico del consumismo che proprio in quegli anni cominciava a dilagare. L’interiorità come fondamento della fede divenne il suo primo valore.  Cristina Santacroce

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Cari amici,

il tema di questa domenica sembra essere la Sapienza; ho cercato qualche definizione della Sapienza su qualche dizionario che va per la maggiore: “Profondo sapere, condizione di perfezione intellettuale che si manifesta col possesso di grande conoscenza e dottrina: la s. degli antichi filosofi. Con senso più ampio, dote, oltre che intellettuale, anche spirituale e morale, intesa come saggezza unita a oculato discernimento nel giudicare e nell’operare, sia sul piano etico, sia sul piano della vita pratica: la s. dei santi.”. Questo è il concetto che, nella migliore delle ipotesi, abbiamo e non è certo sbagliato, anzi!… ma non è tutto!…

La Bibbia si compone di 73 libri, differenti per origine e composizione, scritti in un arco di tempo che va dal X secolo a.C. al I secolo d.C. (http://it.cathopedia.org/wiki/Bibbia ). Uno di questi Libri è il Libro della Sapienza (http://it.cathopedia.org/wiki/Libro_della_Sapienza ) che invito tutti a leggere; nessuno pensi che questo Libro lasci il lettore “imbarbagliato” – come avrebbe detto San Bernardino da Siena – perché quando lo si legge con il giusto tempo e silenzio, accade l’esatto contrario!…

Cosa è la Sapienza però, lo indica a noi il brano di Vangelo che oggi la Chiesa ci propone: i primi diciotto versetti del Vangelo di Giovanni che è un testo che, come ho imparato durante gli incontri del Gruppo del Vangelo che frequento, si preoccupa essenzialmente di mostrare Gesù quale rivelatore del Padre: “la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.” (Giovanni 1,17b-18). La Sapienza discende direttamente dal Padre e nella rivelazione del Padre attraverso il Figlio c’è quindi anche la rivelazione della Sapienza; si potrebbe dire che è sapiente chi conosce il Vangelo di Gesù Cristo; meglio, è sapiente chi fa del Vangelo la linea di riferimento della propria vita.

Franco