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II Domenica dopo Natale – 3 Gennaio 2016

160103 II Domenica dopo NataleIn questa domenica siamo invitati a contemplare il Verbo, che è Cristo, Figlio di Dio. Egli è la Parola di Dio, che è all’origine della Creazione ed è sempre all’opera nel mondo. Dio stesso dà a noi la possibilità di conoscerlo e di entrare nella sua intimità.

 

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/ii-domenica-dopo-natale-3-gennaio/

Prima Lettura:

La Sapienza è presentata come il progetto di Dio sulla Creazione e come l’incarnazione della Legge, che verrà donata al popolo di Dio, simboleggiato da “Giacobbe” e in “Gerusalemme”.

dal Libro del Siràcide (24,1-2.8-12) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PLR.HTM

Seconda Lettura:

Paolo in un inno stupendo presenta le benedizioni “spirituali”, cioè i doni di santità che trasformano i Credenti. La salvezza dell’uomo è la gioia, la lode e la gloria più alta di Dio.

dalla Lettera di San Paolo Apostolo agli Efesìni (1,3-6.15-18) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PYD.HTM

Gloria a te, o Cristo, annunciato a tutte le genti; gloria a te, o Cristo, creduto nel mondo.

Vangelo:

L’Evangelista Giovanni ci apre al mistero dell’incarnazione. Il Verbo si è manifestato in Cristo. Tutti hanno potuto vederlo, sentirlo parlare del Padre con parole umane e addirittura toccarlo. Ma non tutti l’hanno accolto.

dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-18) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PVL.HTM

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Cari amici,

non molto tempo fa, durante gli incontri del Gruppo del Vangelo che frequentavo (ora, purtroppo, quel Gruppo non esiste più per le troppe forze centrifughe che l’hanno disgregato…), mi è stato insegnato che il Vangelo secondo Giovanni è il Vangelo che si preoccupa soprattutto di presentare Gesù come il Rivelatore del Padre. Questo Vangelo, infatti, non si preoccupa di fissare ogni avvenimento che è riportato sugli altri tre Vangeli [che sono detti “sinottici” perché se si mette il testo dei tre Vangeli su tre colonne parallele, in uno sguardo d’insieme (sinossi) si notano facilmente molte somiglianze nella narrazione, nella disposizione degli episodi evangelici, a volte anche nei singoli brani, con frasi uguali o con leggere differenze].

L’inizio di questo Vangelo, che oggi la Chiesa ci propone, ci dice chiaramente chi è Gesù. Questi primi diciotto versetti vanno letti con molta attenzione, con lentezza, perché in ognuno di essi è contenuta una Verità fondamentale della nostra Fede. “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.”: nella prima frase il “Verbo” è citato ben tre volte!… Chi è dunque il “Verbo”?… Tutti sappiamo che il “Verbo di Dio” è uno dei nomi coi quali indichiamo Gesù, quindi il “Verbo” (di Dio) è Gesù, ma è molto interessante andare ad approfondire l’esatto significato di questa parola sia dal punto di vista linguistico (greco) che da quello religioso (Vangelo secondo Giovanni).

Linguisticamente, dopo l’VIII Secolo a.C., il sostantivo greco “lògos” si contrappone a “mythos”: questo designa una parola che si ammanta di verità senza esserlo, mentre quello viene usato in riferimento alla verità: il “lògos” portatore di verità contrapposto al “mythos” come possibile inganno.

Nel Vangelo di Giovanni il “Lògos” è riferito al Figlio di Dio e ricorre solo nel Prologo, dove sono affermate la Sua preesistenza, la Sua unione personale con Dio e la Sua divinità. Il Lógos è il mediatore della Creazione da parte di Dio e, in qualità di Luce e di Vita, determinante per la salvezza degli uomini; l’affermazione centrale che lo riguarda è al versetto 14: “E il Verbo si fece carne”, che permane come l’affermazione più profonda di tutto il Nuovo Testamento sul mistero dell’Incarnazione. Il “Lògos” non è più un principio astratto, ma è il “Verbo” che crea e da la Vita (http://it.cathopedia.org/wiki/Logos).

Cerchiamo di conoscere Gesù!… ne va di ogni nostra cosa, ne va della nostra stessa esistenza!…

Franco