«

»

gen
18

II Domenica di Avvento – 6 Dicembre 2015

151206 II Domenica di AvventoLa Liturgia oggi ci presenta Giovanni Battista. Egli fa da ponte tra l’Antico e il Nuovo Testamento. Sarà il portavoce del Messia che viene. Preparerà i cuori ad aprirsi al vangelo. Annuncerà il tempo della liberazione con la venuta di Cristo, che entra nella nostra storia e la trasforma.

 

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/ii-domenica-di-avvento-c/

Prima Lettura:

Il Profeta e poeta Baruc canta la Speranza di tutto un popolo: alla miseria ed alla schiavitù succederanno la bontà e la libertà, all’umiliazione e alla tristezza, la gioia. È Dio infatti il solo che può salvare.

dal Libro del Profeta Baruc (5,1-9) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PQ2.HTM

Seconda Lettura:

Paolo ringrazia Dio per la collaborazione dei Filippési alla diffusione del Vangelo, chiede che essi possano crescere nell’amore attivo e fedele, “per il giorno di Cristo”.

dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Filippési (1,4-6.8-11) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PYJ.HTM

Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni uomo vedrà la Salvezza di Dio!

Vangelo:

Luca colloca la missione del Battista e il lieto annuncio di Gesù all’interno della storia universale, per sottolineare che la salvezza è per l’intera umanità. Riportando la profezia di Isaìa, fa comprendere che la Parola, di cui si fa portavoce Giovanni Battista, è un messaggio di liberazione e di redenzione.

dal Vangelo secondo Luca (3,1-6) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PUZ.HTM

——

Cari amici,

sempre più frequentemente mi chiedo: ho Fede?… ho Fede viva, intendo?… A volte, vi confesso, scorgo nella mia coscienza una sorta di linea piatta, senza sussulti, come se fossi arrivato ad un punto in cui non riesco più ad andare avanti…. Risuonano nel mio cuore e nella mia mente gli echi delle parole di San Paolo “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.” (1 Corìnzi 13,1-3), e delle parole di San Giacomo Apostolo “Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? Così anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa.” (Giacomo 2,14-17)….

La seconda Lettura di oggi mi viene in aiuto: “Ringrazio il mio Dio ogni volta ch’io mi ricordo di voi, pregando sempre con gioia per voi in ogni mia preghiera, a motivo della vostra cooperazione alla diffusione del Vangelo dal primo giorno fino al presente, e sono persuaso che Colui che ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.” (Filippési 1,3-6)   “San Paolo ci assicura che Dio porta a compimento le sue opere, quindi anche la nostra vera conversione, il nostro cammino di santità.” (Elide Siviero).

La Parola di Dio rimane comunque la radice della Carità, delle opere. E ve lo immaginate un albero con le sole radici, senza un tronco, né rami, né foglie, né fiori, né buoni frutti, buoni ovviamente?… “Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco.” (Matteo 7,19). Quindi, se da un lato c’è la Misericordia di “Dio, che opera tutto in tutti” (1 Corìnzi 12,6b), dall’altro noi dobbiamo fare in modo di crescere dalle radici della Parola di Dio mantenendoci umili, ricordandoci che siamo solo “servi inutili” (Luca 17,10)!… E’ dunque questo il prossimo passo?… e come?… e quando?… Mio Dio, ti prego, fammi comprendere la tua Volontà!…

Franco