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II Domenica del Tempo Ordinario – 15 Gennaio 2012

Seguire Gesù non è solo avere una informazione, o una conoscenza su di lui, ma avere un’esperienza vitale. E in essa trovare la risposta alla nostra ricerca di amore, di senso, di verità e di pace.

 

 

Commento:

http://www.stpauls.it/domenica/1211do/1211dohp.htm#com

Prima Lettura:

Grazie al profeta Elìa, Samuele giovanetto riconosce la voce di Dio e risponde con generosità alla chiamata.

dal Primo Libro di Samuèle (3,3b-10.19) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P6N.HTM

Seconda Lettura:

San paolo ricorda ai cristiani di Corinto: “Siete stati comprati da Cristo a caro prezzo. Glorificate Dio nel vostro corpo”.

dalla Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corìnzi (6,13c-15°.17-20) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PXJ.HTM

“Abbiamo trovato il Messia”: la grazia e la verità vennero per mezzo di lui.

Vangelo:

Dopo aver incontrato Gesù, Giovanni, l’amico dello sposo, indirizza a lui i propri discepoli. Andrea e Pietro finalmente hanno trovato in Gesù colui che attendevano e senza esitare aderiscono a lui.

dal Vangelo secondo Giovanni (1,35-42) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PVL.HTM

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Cari amici,

il Vangelo di oggi ci narra il passaggio di testimone dal (grande) Precursore, San Giovanni Battista, al Maestro, a Gesù. Andrea e l’altro discepolo di Giovanni erano già accorsi alla parola ed all’insegnamento del Battista perché certamente sentivano che la loro vita era vuota senza la ricerca della Verità e Giovanni scuoteva l’animo delle persone come nessuno aveva fatto sino a quel momento.

Giovanni viveva in un modo strano, non preoccupandosi di se stesso, preso da quel fuoco che il Signore stesso aveva acceso dentro di lui perché, pur non essendo Luce, potesse testimoniare la Luce; la Luce che veniva nel mondo e che, ormai, era imminente. Chissà quante persone lo avranno preso per un visionario, per un pazzo, anche se duemila anni fa, più difficilmente di ora certe voci potevano andare perdute: allora infatti, pur nelle difficoltà della vita quotidiana, persino più gravose di quelle attuali, non c’erano molte altre “voci” (dirette o mediatiche) a sollevarsi….

E quell’invito a seguire Gesù, Giovanni lo diede senza gridare, come invece svolgeva la sua missione di annuncio, ma con una frase profondissima e verissima detta, però, con lo stupore di un bambino ed il sapore, ancora una volta, di una contraddizione: “Ecco l’agnello di Dio!”. Contraddizione, sì, perché un agnello, nella logica umana, non è un animale “vincente”, ma mite e destinato al sacrificio, magari alla tavola di qualcuno, non a un trono.

Andrea e l’altro discepolo a quelle parole lasciano subito Giovanni e seguono Gesù. Lo seguono a distanza, non sanno come fermarlo, come rompere il ghiaccio: in fondo loro hanno seguito un impulso apparentemente solo emotivo, dopo le parole di Giovanni. Ma loro si fidano di Giovanni, credono nel suo essere profeta e la loro forte volontà di trovare la Verità, della quale si sentono orfani, li spinge ad andare avanti e quando Gesù, accorgendosi di essere seguito gli dice: “Che cosa cercate?”, tirano fuori una bella faccia tosta e improvvisano la prima cosa che gli viene in mente, una frase quasi inopportuna rivolta ad uno sconosciuto: “Maestro, dove abiti?”.

Loro vogliono sapere dov’è la Verità, dove possono trovare il Maestro.

Anche noi dobbiamo cercare il Maestro tutti i giorni, nella Parola, nell’Eucaristia e nel prossimo che ci è stato affidato.

Franco