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feb
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I Domenica di Quaresima – 14 Febbraio 2016

160214 I Domenica di QuaresimaLa Quaresima, appena iniziata ci chiama a schierarci con Cristo nella lotta contro il “maligno”. Ascoltare con Fede la Parola di Dio e impegnarci con serietà alla conversione: ecco le condizioni per aver parte alla Pasqua di Cristo, in questo Anno Santo della Misericordia.

 

 

Commento:

http://www.la-domenica.it/i-domenica-di-quaresima-2016/

Prima Lettura:

In occasione dell’offerta delle primizie, il popolo d’Israele fa una professione di Fede in cui ricorda i grandi interventi di Dio, in particolare la liberazione dalla schiavitù egiziana.

dal Libro del Deuteronòmio (26,4-10) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P4Z.HTM

Seconda Lettura:

Non basta professare la Fede con la bocca, ma occorre credere con il cuore. Grazie alla Fede in Gesù Cristo, riconosciuto come Signore, la salvezza, dono di Dio, raggiunge tutti gli uomini.

dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani (10,8-13) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PX7.HTM

Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

Vangelo:

Vengono tratteggiate le tentazioni di Gesù. L’atteggiamento esemplare di Gesù nel bisogno e di fronte al potere ed al successo, riconferma la sua adesione filiale a Dio Padre.

dal Vangelo secondo Luca (4,1-13) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PV0.HTM

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Cari amici,

il brano di Vangelo che oggi la Chiesa ci propone, è un brano “famoso”: è il brano che ricorda il periodo di 40 giorni durante il quale Gesù fu messo alla prova nel deserto, tentato dal diavolo. Anche questo fatto risulta di difficile comprensione a mente umana: che significa che Gesù, vero Dio, è stato esposto ad un periodo di tentazione?!… e perché?!…

Il quarto Concilio Ecumenico, a Calcedonia, nel 451, ha confessato: “Seguendo i santi Padri, all’unanimità noi insegniamo a confessare un solo e medesimo Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo, perfetto nella sua divinità e perfetto nella sua umanità, vero Dio e vero uomo, [composto] di anima razionale e di corpo, consostanziale al Padre per la divinità, e consostanziale a noi per l’umanità, “simile in tutto a noi, fuorché nel peccato” (Ebrei 4,15b); generato dal Padre prima dei secoli secondo la divinità, e in questi ultimi tempi, per noi e per la nostra salvezza, nato da Maria Vergine e Madre di Dio, secondo l’umanità. Un solo e medesimo Cristo, Signore, Figlio unigenito, che noi dobbiamo riconoscere in due nature, senza confusione, senza mutamento, senza divisione, senza separazione. La differenza delle nature non è affatto negata dalla loro unione, ma piuttosto le proprietà di ciascuna sono salvaguardate e riunite in una sola persona e una sola ipostasi”.

Ed il ben più recente Concilio Vaticano II, alla Cost. past. Gaudium et spes [22: AAS 58 (1966) 1042-1043], confessa: “Il Figlio di Dio […] ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo. Nascendo da Maria Vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, ‘in tutto simile a noi fuorché nel peccato’ (Ebrei 4,15b)”.

La risposta può essere trovata nel fatto che Gesù, oltre ad essere vero Dio, è anche vero Uomo, e che quando fu “guidato dallo Spirito nel deserto” (Luca 4,1), fu per seguire la Volontà di Dio di fargli conoscere fino in fondo la nostra povera natura umana, bisognosa di tutto ed esposta ad ogni pericolo…. Ma ora possiamo vivere la nostra vita terrena con serenità, con gioia persino!… :-), perché, in Gesù, “non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità” (Ebrei 4,15a)!… :-)

Franco