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i Dieci Comandamenti di Benigni, 15-16 Dicembre 2014

141215-16 BenigniRecentemente, la RAI e Roberto Benigni ci hanno regalato due serate particolarmente intense, piene sì di spiritualità, ma anche di storia e di cultura. L’esegesi (del Libro dell’Esodo e) dei Dieci Comandamenti, certamente preparata con grande cura da esperti (forse teologi e storici delle tre grandi religioni monoteiste…), è stata proposta al pubblico con la solita, coinvolgente vivacità tipica dei monologhi di Benigni. La profondità delle riflessioni fatte, almeno in tv e davanti al grande pubblico, è stata pari solo alla semplicità con la quale sono state rese.

 

Critiche a parte, delle quali non posso e non voglio occuparmi, nel secolarismo nel quale la nostra società sta affogando…, una trasmissione come questa può essere davvero un’occasione di pausa e di riflessione per tanti di noi che hanno bisogno, anche senza accorgersene!…, di trovare nella loro vita qualcosa di più, qualcosa che vada oltre lo sterile precariato della vita terrena, vestito coi panni di illusorie sicurezze. Mi torna alla mente una parabola di Gesù: “Disse poi una parabola: ‘La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio.’” (Luca 12,16-21)  Questo è il vero valore di una trasmissione come questa!…

Sul sito web della RAI (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6bd55144-04ae-40cd-95d6-d192b7c46844.html ) sono state pubblicate diciotto frasi considerate tra le più belle pronunciate durante le due serate della trasmissione. Ne estraggo quattro che oggi risuonano nel mio animo più forti delle altre, ma invito tutti a fare altrettanto perché anche questa è una piccola occasione per ascoltare lo Spirito Santo che parla nel silenzio… :-)

Onora il padre e la madre. Un comandamento solenne, dolce…. Oggi però dovrebbe essere esteso anche alla nonna e al nonno.

Bisogna regalare ai genitori i nostri giorni, il nostro tempo, quello che si dice di non avere mai…. Ma allora quale tempo in più ci regala Dio? Quello che noi regaliamo e che doniamo agli altri, che ci torna indietro decuplicato. Cerca dentro di te i giorni che non credevi di avere, cercali…. Io te li ho dati.

Non dare lavoro: senza lavoro non si è liberi di vivere. Organizzare turni di lavoro impossibili da rispettare è rubare l’anima, rubare la vita. L’uomo più ricco del mondo è quello che possiede se stesso.

Essere liberi non è facile. La libertà è faticosa, vuol dire essere responsabili delle proprie scelte, per questo tanti non la vogliono. Dio, invece, vuole che noi impariamo la libertà.

Mi torna alla mente quello che scrisse nell’ormai lontano Luglio 1974 l’allora Patriarca di Venezia, Albino Luciani (salito poi al Soglio Pontificio con il nome di Giovanni Paolo I), nella sua immaginaria lettera a San Bernardino da Siena: “[Papa Giovanni XXIII] Pensava che in tempi in cui parole difficili, irte di ismi nebulosi, sono usate ad esprimere perfino le cose più facili di questo mondo, fosse opportuno mettere in risalto il fraticello [Bernardino da Siena], che aveva insegnato: ‘Parla chiarozzo, acciò che chi ode, ne vada contento e illuminato, e non imbarbagliato’!”. Beh, senza voler esagerare…, penso che questa volta Benigni abbia parlato in modo abbastanza “chiarozzo” e, almeno io, al termine delle due serate non ho spento la televisione “imbarbagliato”… :-)

Dio ci conservi sempre chi ci parla di Dio; Dio ci conservi sempre il delicato conforto e sostegno del suo Spirito Paraclito! :-)

Franco