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giu
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Ascensione del Signore – 12 Maggio 2013

La liturgia della Parola ci strappa dal quotidiano, per portarci a contemplare il mistero di Cristo morto e risorto. Questo mistero ha il suo compimento nell’ascensione “al Cielo”, dove Gesù “sale” benedicendo i discepoli e promettendo il dono dello Spirito Santo. – Oggi si celebra la 47ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Tema: Reti sociali, porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione.

 Commento:

http://www.stpauls.it/domenica/1321do/1321dohp.htm#com

Prima Lettura:

Gesù salendo al Padre conclude la sua presenza terrena; per ora non si tratta di vedere Gesù, ma di vivere con lui e per mezzo di lui.

dagli Atti degli Apostoli (1,1-11) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PW6.HTM

Seconda Lettura:

Secondo l’autore sacro l’Ascensione di Gesù è un atto sacerdotale. Il Risorto entra nel Cielo grazie al proprio sangue. La condotta cristiana nasce dalla fede in Cristo.

dalla Lettera agli Ebrei (9,24-28; 10,19-23) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PZL.HTM & http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PZM.HTM

Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.

Vangelo:

Ai suoi Apostoli Gesù chiede di percorrere la terra per diffondere il Vangelo: questa è oggi la missione della Chiesa.

dal Vangelo secondo Luca (24,46-53) – http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PVK.HTM

Prega con il Vangelo:

http://www.stpauls.it/domenica/1321do/1321dohp.htm#pre

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Cari amici,

l’Ascensione di Gesù al Cielo segna il termine della parabola terrena di Gesù. Gesù va via dagli occhi della nostra mente, ma non da quelli del cuore; ci lascia i suoi insegnamenti che, per nostra “fortuna” e salvezza, sono stati scritti nei Vangeli e tramandati dalla Chiesa, e ci lascia la sua costante presenza d’amore per il tramite del Consolatore, lo Spirito Santo.

Un Dio incredibile che “si fa in due” per farsi come noi, perché noi, attraverso di Lui, fossimo capaci di spezzare l’antico laccio del peccato originale e che dopo aver compiuto, nella “pienezza dei tempi”, l’opera redentrice, ci lascia capaci anche di essere suoi collaboratori nel suo disegno di salvezza, non perché ne abbia bisogno, ma per farci sentire ancora più vivi, più consapevoli, più forti, più liberi.

Nella seconda Lettura leggiamo oggi l’ultima frase pronunciata da Gesù ai suoi, a tutti noi: “… ma riceverete la forza dello Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e fino ai confini della terra.”. La scelta di raccomandare di testimoniare il Vangelo con la propria vita come ultima delle sue azioni terrene, sottolinea ancora una volta l’importanza di questo mandato; un mandato che non è dato solo alle persone consacrate, ma a tutti, senza distinzione alcuna.

Mi tornano alla mente le parole di Papa Paolo VI quando, in occasione dell’Udienza al Pontificio Consiglio per i laici del 2 Ottobre 1974, disse che “L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni.”, un concetto ripreso anche da Papa Francesco il 18 Maggio scorso, in occasione della Veglia di Pentecoste con i movimenti, le nuove comunità, le associazioni e le aggregazioni laicali (http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130518_veglia-pentecoste_it.html ): “… Infine, la testimonianza: la comunicazione della fede si può fare soltanto con la testimonianza, e questo è l’amore. Non con le nostre idee, ma con il Vangelo vissuto nella propria esistenza e che lo Spirito Santo fa vivere dentro di noi. E’ come una sinergia fra noi e lo Spirito Santo, e questo conduce alla testimonianza. La Chiesa la portano avanti i Santi, che sono proprio coloro che danno questa testimonianza. Come ha detto Giovanni Paolo II e anche Benedetto XVI, il mondo di oggi ha tanto bisogno di testimoni. Non tanto di maestri, ma di testimoni. Non parlare tanto, ma parlare con tutta la vita: la coerenza di vita, proprio la coerenza di vita! Una coerenza di vita che è vivere il cristianesimo come un incontro con Gesù che mi porta agli altri e non come un fatto sociale. Socialmente siamo così, siamo cristiani, chiusi in noi. No, questo no! La testimonianza! …

Franco